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Nello stato confusionale della politica nazionale, tra necessità di un governo e mancanze d’intesa, avanzano e crescono le questioni irrisolte, con poche fortunate eccezioni, nell’economia locale e nello spaccato regionale del lavoro pugliese. Sempre più in bilico e morso dall’incertezza.
 
Unico dato incontrovertibile, la complessa partita a scacchi della Regione. Nella quale in gioco non vi è unicamente il futuro dei lavoratori, ma la credibilità dell’amministrazione guidata da Vendola. 
 
Il caso MPS. “Abbiamo appreso con soddisfazione della lettera scritta da Loredana Capone, in qualità di Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, e indirizzata al Presidente, Alessandro Profumo, e al Direttore Generale, Fabrizio Viola, della Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a. Le ricadute in Puglia, sia in termini occupazionali che sociali in seguito all'applicazione del Piano Industriale 2012-2015 della banca saranno molto gravi”. Antonella Morga, Segretario regionale Cgil Puglia, e Mario Gentile, Segretario generale FISAC Cgil Puglia, non nascondono una certa preoccupazione: “All'interno di quel Piano vi è un progetto di riorganizzazione, già in via di attuazione da diversi mesi, che ha smantellato tutta la struttura organizzativa in Puglia per la prima volta nella storia della banca”. La conseguenza di tale scelta, come spiegano Morga e Gentile, consiste nel disagio di diverse centinaia di lavoratori, e di consolidate professionalità importanti per lo sviluppo economico e sociale della regione, i quali “hanno dovuto subire una ricollocazione territoriale e professionale”. 
 
A destare ulteriore preoccupazione,  dichiarano il Segretario regionale Cgil Puglia ed il Segretario generale FISAC Cgil Puglia, “il progetto di esternalizzare le attività di “back office” ritenute non più funzionali al “core business” della banca”. Il perché è presto detto: tale progetto comporterebbe la fuoriuscita dal settore di centinaia di lavoratori pugliesi, e di conseguenza da una consolidata tradizione di diritti e di un alto livello di relazioni sindacali, e l'ingresso per quelle persone in un mondo lavorativo nebuloso dai confini incerti in cui il posto di lavoro diventa precario e a rischio di sopravvivenza. La lettera dell’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia apre, quindi, “uno scenario in cui si chiede alla Banca Monte dei Paschi di Siena spa di ripensare quel progetto e di misurarsi con le Istituzioni e le Parti Sociali”.
 
Novità sulla vertenza Miroglio. In Puglia si torna a parlare di Q-Bell technology, già protagonista di un accordo mai conclusosi con l’Om Carrelli Elevatori di Bari. La società di produzione di televisori ha presentato, infatti, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, un piano industriale grazie al quale sarà possibile, in tempi stretti, l’assunzione di 100 lavoratori precedentemente legati alla società Miroglio, entro il mese di novembre 2013 (di cui i primi 70 già entrò il mese di luglio). “L’intuizione iniziale, quella di attivare sinergie – spiega l’Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli - che consentano di immaginare soluzioni diverse per le riconversioni su tutto il territorio pugliese, si é rivelata felice ed inaugura una esperienza originale. Il piano industriale presentato e quello occupazionale appaiono essere di grande credibilità. Per questi motivi, la Regione si aspetta dalla Q.Bell un potenziale coinvolgimento di tutta la platea dei lavoratori interessati, oltre i numeri oggi presentati”. Ulteriori dettagli previsti nel corso della riunione in data 8 aprile, senza dimenticare i restanti 91 lavoratori della Miroglio, non coinvolti nel progetto di riconversione con la Q-Bell technology. Operai legati a doppio filo all’imminente scadenza della cassa integrazione (marzo o aprile, se prolungata dalla Regione).
 
Le ultime sulla Bridgestone. “Diciannove giorni di fermo – spiega Agostino - in 3 mesi”. La Bridgestone lo ha annunciato ieri: tagli alla produzione per tutti gli stabilimenti europei. In attesa del vertice a Roma, presso il MISE, una nuova videoconferenza porta notizie non propriamente positive agli operai dello stabilimento. Cali di vendite e trend negativo avrebbero portato la società ad optare per la decisione, secondo molti lavoratori, “preludio del triste esito del 2014”.
 
 
Agile ex Eutelia, “work in progress”. Lavori in corso, o per citare lo stesso Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli, “work in progess”. “Il progetto Agile esiste, non ci siamo dimenticati di voi”, rassicura l’Assessore nel primo incontro con i lavoratori. 
 
Una storia lontana quella della vertenza Agile, legata ai più che noti nomi di Claudio Marcello Massa e Sebastiano Liori. Senza dimenticare Samuele Landi, ex amministratore delegato Eutelia. Mille lavoratori e diverse sedi, tra Roma, Ivrea, Torino, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Napoli, Cosenza e Bari. Circa 1800 euro al mese prima, circa 900 di cassa integrazione straordinaria oggi. Destinata a terminare a giugno 2013 (e, probabilmente, prorogata fino a settembre). 
 
 
Ecco, Bari. “In questi giorni, a livello nazionale e con grande ritardo – spiegano i lavoratori pugliesi –, sembra essersi aperto uno spiraglio con l’approvazione dei progetti Feg, un finanziamento di circa 6 milioni di euro, cofinanziato dalle Regioni e dalla Ue, finalizzato alla formazione (e non solo) di circa 850 lavoratori di Agile ex-Eutelia in Cigs”. Peccato i  circa 100 lavoratori pugliesi non siano compresi in queste cifre: “A febbraio 2012 – raccontano ancora gli Agile ex Eutelia pugliesi - la Regione Puglia firmò un accordo in sede ministeriale, in cui si impegnava fra le altre cose a realizzare per i lavoratori di Bari gli stessi obiettivi dei progetti Feg ma finanziandoli con i Fondi Strutturali che erano già a sua disposizione”. Passa il tempo e solo silenzio: “Per due anni – confessa Ghita Marzano – è come se vi fosse stata la morte civile”.
 
Alcune novità, però, sembrerebbero profilarsi all’orizzonte, come ci racconta ancora la stessa Ghita Marzano, dopo l’incontro con Caroli: “L’Assessore ci ha rassicurati, con competenza e sensibilità, circa l’esistenza di alcuni fondi da destinare alla formazione di lavoratori come noi in Cigs, grazie ad un Piano Straordinario del Lavoro”. “Vogliamo dargli un credito di fiducia. Noi, anche a cinquant’anni, siamo capaci di reinventarci”. Prossimo appuntamento tra la metà e la fine di aprile.
 
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