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Luigi d'Ambrosio Lettieri Dove va Forza Italia

Nella più tipica delle sortite berlusconiane, l'entrata in "tackle" è arrivata durante la celebrazione di Pinuccio Tatarella, a Foggia - Palazzo Dogana, a poco meno di 48 ore dall'ultimatum - di una o due settimane - lanciato dal Cavaliere a Raffaele Fitto: "Decidi se rimanere dentro o collocarti fuori dal partito".

In barba a qualsiasi "armonia di movimento" e alla presenza dei maggiorenti del centrodestra non solo pugliese, è arrivata la benedizione per la candidatura di Francesco Schittulli alla presidenza della Regione Puglia. Checché Raffaele Fitto dovesse decidere di fare.

L'impressione è che tra le file del leader di Maglie si sia fatto "buon viso a cattivo gioco", e che la rabbia venga tenuta sotto cenere per non compromettere il percorso, ormai avviato, di prospettiva ben più lunga rispetto alle prossime elezioni regionali di fine Maggio.

Abbiamo chiesto a Luigi d'Ambrosio Lettieri, capogruppo FI-PdL 12a Commissione Igiene e Sanità, di commentare con Affaritaliani.it l'accelerata di queste ore:

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Senatore, si volevano le Primarie, ci si è insabbiati nel limbo di un lungo periodo di indecisione - mentre Michele Emiliano avanza come un treno verso l'appuntamento regionale - fino all'ultimatum a Fitto e all'improvvisa decisione di bruciare i tempi del diktat, puntando tutto su Francesco Schittulli. Che succede?

Succede che a Roma è stato deciso prima di non dar seguito alla richiesta avanzata unanimemente da Forza Italia, sin dallo scorso mese di settembre, di affidare la scelta del candidato presidente al meccanismo delle primarie, poi dopo un lungo periodo di attesa abbiamo saputo che l'apposito comitato istituito presso la direzione nazionale di Forza Italia, per definire le candidature regionali, ha deciso  di dare il "disco verde" sul Prof. Francesco Schittulli, sulla cui candidatura c'era già l'assenso di alcuni partiti della coalizione di centrodestra. Noi sosterremo con convinzione e impegno Francesco Schittulli per l'autorevolezza del suo profilo professionale, per il proficuo lavoro svolto ai vertici della Provincia di Bari e per il consolidato rapporto di amicizia e stima.

Dicevamo che la corsa di Emiliano è partita con largo anticipo. Schittulli sarà il candidato adatto alla rottura del ritmo?

"Francesco Schittulli sarà per Michele Emiliano e per tutta la sinistra un avversario forte e autorevole. Sino ad oggi Michele Emiliano ha fatto la sua campagna elettorale con atteggiamenti disinvolti e con toni da primo della classe: troppo facile giocare la partita senza avere il centravanti della squadra avversaria. Ora le cose cambiano: entra in campo Schittulli che ha competenza e capacità per raccontare e ricordare ai cittadini pugliesi il fallimento sociale ed economico prodotto da dieci anni di vendolismo con una sinistra che ha governato con il sostegno politico di quello stesso Michele Emiliano, che ha assunto gravissime responsabilità nelle scelte disastrose compiute sulla pelle della nostra comunità. A partire dalla sanità.

 

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La precisazione di Raffeale Fitto, "di aver appreso dagli organi di stampa" della decisione del Cavaliere di rompere gli indugi sulla designazione di Schittulli, fa presagire un inasprimento dei rapporti che nulla potrà addolcire, tanto meno l'esito dell'ultimatum
 

Sulla decisione della candidatura di Francesco Schittulli assunta da Roma, Raffaele Fitto ha rilasciato dichiarazioni chiare e puntuali: saremo leali e tenaci nel sostenere questa candidatura perché in Puglia vogliamo girare pagina e riportare il centrodestra al governo della Regione Puglia. Ci sono tutte le condizioni; definiremo un progetto politico per ricostruire la Puglia, per riportarla ai vertici delle classifiche di virtuosità da cui é precipitata in dieci anni di malgoverno, di sperperi e clientele che hanno mortificato la nostra comunità. A partire dalla sanità, i cui bilanci sono censurati dalla Corte dei Conti, proseguendo con le politiche sociali per arrivare allo sviluppo economico, per promuovere le nostre storiche vocazioni produttive, generando sostegno alle aziende e all'occupazione. Soprattutto giovanile. Dobbiamo riaccendere la luce della speranza negli occhi della nostra gente che é stata abbandonata, illusa e ingannata. Dobbiamo restituire fiducia. 

 
Resta, però, un fronte centrodestra alquanto sfrangiato a cui le vicende nazionali e l'atmosfera che ne consegue alla Camera dei Deputati certamente non danno una mano a ricompattare 
 
Per ricompattare dobbiamo recuperare la coerenza nell'azione politica. Innanzitutto  dobbiamo ripartire dalla nostra identità: noi siamo alternativi alla sinistra, a Matteo Renzi e al PD.  La nostra sensibilità, la Storia, i Valori, i programmi sono differenti e differente deve essere la nostra proposta di prospettiva per il Paese. Il centrodestra deve ripartire da qui, compatta e unita, riparando gli errori commessi e le ambiguità e recuperando così la fiducia di quei nove milioni di nostri elettori, che hanno sospeso il giudizio sulla nostra azione politica. Un dialogo con la sinistra sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale sarà possibile solo con rapporti di forza paritari e con rispetto reciproco. A Matteo Renzi, certamente, non ritengo possano essere rilasciate cambiali in bianco. Lo spettacolo della Camera dei Deputati tra risse, colpi di mano e scranni vuoti, mentre si vota la riforma della nostra Costituzione, é l'immagine desolante di un degrado politico-istituzionale che Renzi ha regalato al Paese. 
Provo un senso di indignazione e di sconforto! 
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A questo si aggiungono le incursioni al Sud della Lega Nord
 
Infatti, non possiamo pensare di essere credibili cambiando linea politica nel giro di ventiquattrore, sostenendo con atteggiamenti disinvolti e acrobatici un Matteo diverso, a seconda dei giorni. Perché se siamo alternativi a Matteo Renzi é altrettanto vero che che di Matteo Salvini possiamo essere alleati ma non sudditi. E fino a quando noi di Forza Italia non recupereremo la sintonia con i nostri elettori tornando a parlare dei temi storici: dal taglio della spesa pubblica improduttiva, alla Famiglia, dalla immigrazione al nostro rapporto con l'Europa, dalla sicurezza al rispetto della nostra sovranità nazionale, é evidente che continuerà a farlo la Lega. sviluppando una inedita capacità attrattiva sui nostri elettori.
Ma recupero fiducia pensando che con determinazione, coerenza e umiltà Forza Italia e le forze moderate di centrodestra sapranno ben presto rappresentare una valida alternativa per evitare che questo disastro continui ancora.
 
(gelormini@affaritaliani.it) 
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