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E dopo Tosi il sindaco vuol premiare Antonio Conte, in nome della pax salentina
Di Angelo Maria Perrino
 
 
Grande festa del vino, ieri sera a Guagnano. E grande festa popolare, all'insegna della salentinità, un impasto speciale di umanità e cultura, una polpetta ben amalgamata di allegria, ironia, accoglienza e tante altre cose ancora.
 
Festa del vino ma anche della danza e del suono, della pittura e della filosofia, dell'ambiente, dello sviluppo sostenibile e della gastronomia. E dell'amicizia. Con tutte le stradine del centro divenute palcoscenici di artisti e di gourmet, in questo anonimo e finora sconosciuto paesino di contadini tra Brindisi e Lecce, Guagnano, miracolosamente salvatosi da ogni suggestione o contaminazione  della società dello spettacolo e della globalizzazione, ma ricco di quel nuovo petrolio che si chiama vino. E di una terra rossa e generosa.
 
Il merito è del bravo sindaco Fernando Leone, un ingegnere civile prestato all'amministrazione, che ha saputo guardare lontano e sta traghettando Guagnano ai vertici dell'industria del vino nazionale, in forza della presenza e della crescita delle migliori cantine di Negramaro, ma non solo: Salice Salentino, gli emergenti rosati, la buonissima Verdeca. E di etichette ormai famose come Cantele, Paolo Leo, Castello Monaci, Due Palme e via dicendo.
 
C'erano state polemiche alla vigilia per la presenza tra i premiati di Flavio Tosi, sindaco di Verona, la città del vino e leghista. Nonché amico da sempre del Salento e delle sue cantine. Qualche artista minore, di sinistra, previsto in scaletta, non ha voluto salire sul palco per protesta contro la scelta del sindaco di Forza Italia. Un peccato e un errore di faziosità e di pregiudizio.
 
Tutto invece, nonostante la tensione iniziale e la paura di incidenti e contestazioni, è filato liscio, in uno splendido e civilissimo amalgama. E tanta solidarietà e allegria.
 
Col sindaco finito nel mirino della polemica politica di questi giorni che, alla fine della kermesse, ottimamente gestita dal dj salentino-milanese Fernando Proce e arricchita dalla partecipazione della guest star Gigi D'Alessio, esausto ma contento e ormai scravattato, brindando a Negramaro con dei giovani col bicchiere appeso al collo, accenna a un progetto che dice tutto sul suo bilancio di quest'anno e sul suo temperamento: "Dopo Tosi, l'anno prossimo sapete chi vorrei premiare? L'allenatore della Nazionale Antonio Conte, un altro uomo che divide, un salentino doc a cui da noi non viene perdonato di aver per un anno allenato il Bari, tradendo le sue origini leccesi. No, dai, chiudiamola questa vecchia polemica,abbattendo un altro pregiudizio e un altro tabù. Perché nello sport come nella politica il rancore, la faziosità, il pregiudizio, vanno eliminati. In favore dell'amicizia, della tolleranza fattiva e del buono, sano e civile antagonismo".
LA CRONACA/ DA GIGI D'ALESSIO A FLAVIO TOSI, ECCO CHI C'ERA

Si è tenuta venerdì 22 agosto a Guagnano (Lecce) la sesta edizione del Premio Terre del Negroamaro, che anche quest’anno è stata condotta dall’editore de "I Salentuosi" e speaker di RTL 102.5, Fernando Proce.

Guest star della serata è stato il cantautore Gigi D’Alessio che ha ricevuto il Premio Speciale “La Radio Sale” come “Ambasciatore della musica italiana nel mondo”. Un riconoscimento che Fernando Proce – che è anche Direttore Artistico del Premio Terre del Negroamaro – ha consegnato all’artista napoletano, classe 1967, che con il nuovo disco - “Ora” - è arrivato al numero uno della classifica World Music di Billboard. Consacrazione che lo accomuna ad un altro grande italiano che oltre mezzo secolo fa raggiunse la vetta americana: Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu”. Gigi D'Alessio si è esibito in concerto, attorniato da fan piangenti e urlanti di ogni età e avvenenza, dalla giovane attraente salentina all'anziana signora col bastone, schierata in prima fila.

PREMIO AD AFFARITALIANI.IT - Al direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino è stato consegnato il Premio alla Comunicazione. Tra i premiati, inoltre, il titolare della cantine Due Palme Angelo Maci e il musicista Fulvio Palese. Erano presenti, inoltre, il sindaco di Verona Flavio Tosi dopo le polemiche dei giorni scorsi, il giovane filosofo pugliese Mario Carparelli, studioso del filosofo salentino Cesare Vannini, l'ensemble Tito Schipa di Lecce con la ballerina Cecilia Leo, il sindaco di Guagnano Fernando Leone con i produttori locali di vino, tra cui il giovane Enrico Scarciglia, il nuovo re del vino, l'uomo che produce l'uva per le maggiori cantine del paese (Ecco l'intervista a Enrico Scarciglia del direttore di Affaritaliani Angelo Maria Perrino nel reportage "Quando il grappolo è d'oro... La nuova economia in bottiglia").

L’evento è stato organizzato dal Comune di Guagnano, in collaborazione con il Comitato Tecnico Operativo del Progetto “Premio Terre del Negroamaro” e il GAL Terra d’Arneo; si avvale, tra gli altri,  dei patrocinii de: Regione Puglia, Provincia di Lecce, Università del Salento, Unione dei Comuni del Nord Salento, Comune di Melendugno, Camera di Commercio di Lecce, Consorzio di Tutela Vini Doc di Salice Salentino, Lecce 2019, Coldiretti Lecce e Puglia Promozione.

L’intera serata è stata trasmessa in diretta su La Radio Sale con la conduzione dal palco di Guagnano di Angie Lanotte e Ivan Ciullo e dagli studi di Racale (LE) da Mauro Lupo.

Tags:
negroamaropremio
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