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Muciaccia

La scomparsa di Niki Muciaccia, avvocato e presidente della circoscrizione Madonnella, nel dolore del sindaco Michele Emiliano e della città di Bari. Che lo ha visto sempre in prima linea, impegnato politicamente per il progresso della città, delle sue istituzioni e del quartiere a cui era fortemente affezionato.

“Ho vissuto con lui momenti straordinari di amicizia e di condivisione politica - ha commentato il sindaco di Bari -. Giustizia, uguaglianza e libertà, vivendo con lui, diventavano sentimenti, emozioni, risate, ricordi familiari e di amicizia, comprensione reciproca, solidarietà, cultura, amore per la città di Bari e per il ‘suo’ quartiere, la Madonella. Quartiere dove è nato e vissuto, luogo esclusivo della sua vita con la moglie Alba, con i figli Checco e Fulvio, con il padre Francesco e la madre Idea, che facevano con lui i bagni sul lungomare tenendolo per mano assieme a suo fratello Aldo.

Quartiere divenuto sotto la sua Presidenza, amava dire, ‘Repubblica indipendente’ nella quale tutti diventavano baresi da dovunque provenissero. Sarebbe stato felice di passeggiare con i suoi nipoti guardando il mare dalla rotonda di largo Giannella ed avrebbe insegnato loro gli aneddoti e i giochi che ha insegnato a tanti amici.

Aveva visto prima di chiunque altro, tutto quello che sarebbe accaduto a Bari in questi dieci anni. A lui devo tutto.

Senza di lui non avrei mai capito questa città e la diabolica stupidità delle ‘tigri di carta’ che mi ha incoraggiato ad affrontare e sconfiggere.

Adesso sarà difficile andare avanti senza le sue fulminanti intuizioni politiche e senza la sua risata dolceamara, che a volte rimproverava.

È stato un grande barese, uno dei più grandi, che proprio per questa ragione rideva di sé e delle nostre pompose rappresentazioni del potere.

Socialismo e identità barese in lui si fondevano finalmente senza snobismo, senza provincialismo e senza annoiare nessuno.

La sua arma più raffinata consisteva nel farsi sottovalutare da tutti, soprattutto da coloro che intendeva prendere in giro.

È riuscito ancora una volta, con la sua morte pudica e sobria, a darmi anche quest’ultimo indispensabile insegnamento su come affrontare la prova più difficile per chiunque”.

La camera ardente sarà allestita domani, mercoledì 3 luglio, dalle ore 9 alle 17.30, nella sala consiliare a Palazzo di Città. Alle ore 12, invece, avrà luogo un breve saluto da parte di rappresentanti delle istituzioni locali e dell’Ordine degli avvocati. 

(gelormini@affaritaliani.it)

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