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'OIKOS - Lavoriamo insieme' Educare l'innocenza ferita

BARI – Taglio del nastro per la Comunità educativa OIKOS in strada Santa Teresa delle Donne, 8 a Bari Vecchia, gestita dalla cooperativa sociale Lavoriamo Insieme, impegnata dal 1985 nel campo della tutela e del recupero sociale dei minori.

OIKOS accoglierà fino a 10 ospiti, 2 in situazioni di pronto intervento, di età compresa tra i 3 e i 12 anni, sia italiani che stranieri, sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria. La struttura è ubicata al secondo piano dell’ex scuola materna Dalfino, si sviluppa su 300 metri quadrati di superficie ed è costituita da 3 stanze doppie, 2 stanze triple, bagni attrezzati per i diversamente abili, una sala mensa, spazi ludici e non per le attività di recupero e anche una piccola terrazza attrezzata. Questo progetto della Lavoriamo Insieme si pone come polo educativo per minori all’interno di un contesto densamente popolato come Bari Vecchia.

La cooperativa - ha spiegato durante l’inaugurazione la presidente di Lavoriamo Insieme Anna Percoco - gestisce oggi all’interno di un’unica struttura, ristrutturata con fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia, il centro socio educativo diurno che attualmente ospita 60 minori e la Comunità educativa residenziale per minori “OIKOS”. Un insieme di servizi diurni e residenziali che rende questo luogo un polo unico, una vera e propria ‘casa’ calda e accogliente, non chiusa fra quattro mura ma aperta all’esterno, all’interazione con l’intero quartiere, con l’intera città’.

Del contesto socio culturale in cui si trova ad operare OIKOS ha parlato anche l’assessora al Welfare del Comune di Bari Francesca Bottalico: ‘Vogliamo reinvestire su Bari Vecchia che rappresenta il cuore di questa nostra città. Le famiglie sono il fulcro di una comunità e, in un momento di crisi come questo, non possono essere lasciate sole. L’amministrazione comunale vuole ripartire proprio da quelle più fragili con un lavoro sistematico di coordinamento di tutte le realtà di questo tipo che si occupano dell’interazione tra minori e famiglie attraverso percorsi costruttivi di reinserimento sociale. Quello che viene sperimentato nelle comunità di accoglienza va poi portato però all’esterno, nelle piazze e nelle strade, ed è questo l’obiettivo a cui tutti dobbiamo tendere”.

Delle problematiche delle famiglie ha parlato, invece, mons. Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale di Bari:Solo in questa zona della città ci sono ben 42 circoli dove gli uomini consumano alcolici dalla mattina alla sera. Nelle case la figura paterna è assente, e i bambini vivono praticamente per strada. I minori, invece, hanno bisogno di adulti che li sostengano nei loro percorsi di vita, li formino e li indirizzino nelle scelte. OIKOS aprirà le porte ai piccoli ospiti per proteggerli e accoglierli nei momenti più delicati e problematici delle loro vite, per riportarli poi nelle loro famiglie d’origine’.

Oikos BA
 

Il rientro a casa deve essere lo scopo ultimo di queste comunità – ha aggiunto Rosy Paparella, Garante dei diritti dei minori della Regione Puglia – la Regione ne fissa i requisiti minimi ma OIKOS ha qualcosa in più. Il rapporto con il ben collaudato centro diurno e soprattutto con il tessuto sociale di Bari Vecchia, anch’essa un’ ulteriore famiglia. Una comunità funziona quando non esiste un dentro e un fuori, ma tutto fa parte di un unico sistema finalizzato all’accoglienza e al recupero del minore”.

Degli aspetti giuridici ha parlato infine Carla Spagnuolo, sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Bari:La collocazione dei minori allontanati dalle famiglie è importante, per questo motivo la Procura lavora costantemente in stretto contatto con le comunità di accoglienza. A Bari ce ne sono molte e OIKOS rappresenta un’eccezione trovandosi nel cuore della città vecchia e non in periferia. In questo modo il minore vive in modo meno traumatico ii distacco dal suo mondo. La precarietà socio-economica di molte famiglie contribuisce a generare ulteriori situazioni di disagio. Il Tribunale però sempre più spesso si trova con le mani legate e cerca di fare quello che può, per il bene del minore”.

OIKOS è una comunità realizzata con il PO FESR Puglia 2007-2013- Asse III “Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale”- Linea 3.2 “Programma di interventi per l’infrastrutturazione sociale e socio-sanitaria territoriale”- Azione 3.2.1- Infrastrutturazione sociale e socio-sanitari”. Opera attraverso uno staff esperto composto da un coordinatore, un supervisore, sei educatori professionali, due ausiliari. Le porte del centro sono sempre aperte, ogni giorno dell’anno, 24 ore su 24.

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
bari vecchiaoikosinnocenzaeducarecooperativa
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