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Pd, Minervini e Lavarra attaccano sulle tessere. Lecce tira dritto sul Congresso

Il commissario Ludovico VicoBari – A parlare di “strani movimenti in corso” e di tessere democratiche in anomala crescita in vista del Congresso era già stato Pietro Petruzzelli ma a giocare il carico, dopo la bufera salentina sui conti che sembravano non tornare, ci pensano Enzo Lavarra e Guglielmo Minervini, tandem inedito di “Rompiamo gli ormeggi”: “Si avvertono i segni della vecchia politica, carsicamente, sotto traccia, si registrano sinistri movimenti di tessere, numeri che s’impennano improvvisi”, attaccano a testa bassa i due, pur senza fare nomi, “così non si rilancia il Pd in Terra di Bari, lo si affonda”.
 
 
Il titolare delle Politiche giovanili regionali, ancora non allineato con nessuna delle mozioni nazionali in campo, potrebbe presto rompere gli indugi, appoggiando il lombardo Civati nella corsa contro l’inquilino di Palazzo Vecchio, Gianni Cuperlo e Gianni Pittella. Assai più vicine, invece, sono le scadenze per il rinnovo delle segreterie provinciali, i cui giochi dovranno chiudersi entro il 6 novembre prossimo: “Facciamo appello a tutti coloro che ne hanno la responsabilità, alziamo il livello della vigilanza per non soffocare la speranza”, manda a dire in ticket con il dalemiano già europarlamentare, “facciamo appello a tutti i militanti che ci credono: questo Pd ci appartiene, dobbiamo difenderlo insieme dagli interessi cristallizzati. Facciamo appello in questo senso in particolare ai vertici politici regionali e a tutti gli organismi di garanzia”. Senza escludere l’extrema ratio: “Se quello che è avvenuto a Lecce, avvenisse a Bari non esiteremmo a chiedere quello che gli organi nazionali hanno deciso per Lecce, l’annullamento del Congresso”.
 
 
E invece nella città del Barocco il Congresso si farà e si terrà regolarmente l’8 novembre: a far salire sugli scudi il consigliere provinciale e aspirante segretario Alfonso Rampino era stata la scelta di utilizzare, per l’invio dei pacchi con le tessere, l’anagrafe degli iscritti del 2009 anziché quella del 2012, tecnicamente più vicina agli ultimi dati disponibili. E, secondo l’accusa, anche su quelle in bianco senza la dicitura dei circoli, da usare in caso di sovrannumero di domanda, la tracciabilità vacillerebbe. Annullare la data e ripartire da zero? Nonostante la missiva inviata dalla commissione provinciale in Via del Nazareno, da Bari tirano dritto: “Probabilmente si sta innescando un falso problema, non ci sono le condizioni di reale emergenza segnalate”, rassicura dalle colonne di Affari, la presidente della commissione regionale di garanzia, Loredana Legrottaglie. Non solo si dovrà monitorare la diretta corrispondenza tra l’emissione di ogni tessera e l’importo dovuto, ma entro lunedì tutti i circoli dovranno anche insediare gli “uffici adesioni”, nei quali potranno essere rappresentate le varie aree delle quali i candidati in campo sono espressione. Sul caso di specie, peraltro, dal partito gettano acqua sul fuoco e spiegano che il picco di quattro anni fa era stato eletto a riferimento per gli invii proprio per rispondere ad eventuali esuberi di richieste ed evitare di ricorrere alle fotocopie, di più difficile gestione. Tutto rientrato, dunque? Difficile a dirsi, la partita è tutta da giocare.
 
(a.bucci1@libero.it)