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Primarie, primi scontri sulle regole. Pisicchio: “Rapporto alla pari”

Bari – Superato il guado della data, ad increspare le acque del centrosinistra barese sono le regole delle primarie del dopo Emiliano: “Non sono mai state in discussione”, blinda il Sindaco e, a meno di ventiquattro ore dall’annuncio delle urne il prossimo 23 febbraio, i nodi già vengono al pettine: quante firme ci vorranno per candidarsi? Estendere o no il voto, comprendendo anche gli aspiranti presidenti di circoscrizione? Il primo a salire sulle barricate è Alfonso Pisicchio: “Quello che non può essere chiesto a chi, come me/noi del Centro Democratico, rappresenta una soggettualità politica distinta dal Pd, è di firmare una specie di contratto per adesione con regole già scritte da altri”, manda a dire il vice del Gladiatore nel pomeriggio, chiedendo di sedere al tavolo con la coalizione in rapporto di assoluta parità.

A tornare in pressing è stato Pietro Petruzzelli, outsider in campo dalla scorsa estate, proponendo l’abolizione del pagamento dei due euro canonici quale vincolo per accedere alla consultazione: “Dobbiamo allargare al massimo la partecipazione a questa grande festa, contrastando così anche il fenomeno del rimborso del contributo che ormai sta prendendo piede nella nostra coalizione”, spiega, trovando non poche resistenze nello stesso primo cittadino. “Senza il pagamento della quota avremo un inquinamento generalizzato delle primarie che diventerebbero una barzelletta", rimanda al mittente il presidente regionale del partito, dettando la linea. Gli stessi Giovani Democratici hanno preso posizione, definendo “una limitazione eccessiva” l’asticella a quota 1000 o più firme per posizionarsi sulla griglia di partenza: “Le primarie o sono larghe e aperte per davvero, oppure semplicemente non sono primarie”, chiosano, facendo asse con Petruzzelli sulla richiesta di estensione del voto a sedicenni, immigrati con regolare permesso di soggiorno e fuori sede. E se è solo un’ipotesi quella dell’election day sui Municipi “per evitare di cadere nella spartizione politica, figlia della cattiva e vecchia politica”, l’inquilino di Palazzo di Città non abbassa la guardia sul tetto di sigle da superare: “Se uno pretende di fare il sindaco di Bari e non raccoglie nemmeno qualche migliaio di firme, è meglio che desiste", sfodera tra il duro e il sornione.

Il countdown è appena aperto e dentro e fuori il recinto dei democratici la macchina è a pieno regime: “Credo che, in un rapporto tra pari, l’attenzione alle regole e la condivisione di una base programmatica rappresentino il minimo sindacale al di sotto di cui non è possibile andare”, mette in guardia Pisicchio, dopo aver smentito, nei giorni, scorsi, un rumour che lo dava in trattativa con la Scelta Civica di Salvatore Matarrese: “Credo di poter chiedere rispetto ed attenzione per le nostre ragioni: non è un problema di “galateo” politico, che pure non è cosa trascurabile, è un problema di metodi e contenuti”, rincara. E siamo solo all’inizio.

(a.bucci1@libero.it)

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