Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. A meno che qualcuno non ci dica che il tutto fa faccia parte di un’anomala strategia di comunicazione: volta a creare interesse attraverso l’errore marchiano!

Cosa improbabile, ma al Vinitaly l’imbarazzo torna a far “arrossire” non i vini di Puglia, bensì i volti di quanti, in queste ore, provano a fare “buon viso a cattivo gioco”.
Qualche anno fa era toccato ai vigneti cileni essere immortalati come filari di “Puglia, dove la terra diventa vino”. Oggi l’agenzia che cura gli allestimenti pugliesi al più importante appuntamento enoico d’Italia, a Verona, ci ricasca. E questa volta non sarà possibile nemmeno addebitare “la svista” all’alcool, dato che si tratta del mare di Puglia.

La foto campeggia gigante nello stand Puglia al Vinitaly, presentando come Porto di Taranto quello di Gallipoli e abbinando ancora una volta – infelicemente – quello slogan che, di conseguenza, diventa più che mai micidiale.
Si corre ai ripari, si applica un adesivo con la correzione di luogo. Ci guadagnerà senz’altro la destinazione Gallipoli, che si ritrova con una visibilità “larga” al Vinitaly. Non altrettanto, forse, la Puglia, che promuove “la terra che diventa vino” con una distesa d’acqua salata e un paesaggio non proprio agreste.
Il mondo da tempo va al contrario. E questa moderna reinterpretazione del miracolo delle Nozze di Cana, in versione salentina, lo testimonia in maniera alquanto originale e inequivocabile.
Prosit!
(gelormini@affaritaliani.it)

Aggiornamento: L’assessorato alle Risorse Agroalimentari riferisce che le immagini proiettate nello Stand della Puglia al Vinitaly su maxischermo sono centinaia: una di queste è stata proiettata con una didascalia errata, che è stata immediatamente corretta
