
“La crescita dell’1% di Pil del 2015 è stato un dato importante perché ha interrotto sette anni in negativo, segnalando anche una crescita superiore dello 0,3% rispetto alla media nazionale. A questa s’aggiunge quella prevista sia per quest’anno ma anche per il prossimo che, seppur più basse, confermano il trend positivo”.
“Inoltre vi è il dato positivo sull’occupazione giovanile, con una crescita del +3,9% a fronte di una media nazionale del 2,8, dove spicca il dato di un settore come l’agricoltura su cui diverse sono state le misure del governo per favorire l’ingresso delle giovani generazioni”.
Tuttavia – prosegue Losacco – i dati sulla povertà così come quelli sull’emigrazione giovanile sono fonte di preoccupazione. Per questo, accanto a misure di contrasto al fenomeno, come in Puglia è stato fatto con il ReD, vi è la necessità di sollecitare forme di attivazione imprenditoriale giovanile anche per aggredire il tema dei NEET, ossia dei giovani che hanno smesso di studiare e che non cercano un lavoro. Contestualmente, soste

Dura e ammonitrice la reazione del senatore Luigi d’Ambrosio Lettieri (CoR): “Prima di esultare, maggioranza e governo leggano bene i dati del Rapporto Svimez 2016. Perché se da una parte al Sud tornano a crescere Pil e occupazione, seppure in percentuali lontane anni luce dal colmare il divario con il resto del Paese, dall’altra si registra un aumento esponenziale dei contratti atipici, quelli a tempo determinato (soprattutto rivenienti da lavori stagionali come il turismo e l’agricoltura), part time e i voucher; gli investimenti risultano insufficienti; i servizi delle p.a. offerti ai cittadini sono praticamente da terzo mondo; oltre due milioni di persone si trovano in una condizione di povertà assoluta, i giovani qualificati o che ambiscono ad una qualificazione superiore se ne vanno”.

A tal proposito, con una nota diffusa, il presidente del gruppo consiliare di FI, Andrea Caroppo dichiara: “Una Regione senza fiducia e senza speranza: è questa la Puglia che emerge dall’ultimo rapporto Svimez. Emiliano si cosparga il capo di cenere e cambi registro: i dati contenuti e resi noti oggi tracciano un quadro di una gravità assoluta”..
“Il tasso di natalità in Puglia, bassissimo, – prosegue – è addirittura inferiore alla media del centro-nord e la nostra Regione è quella che conosce il maggior numero di emigranti in possesso di laurea: significa che in Puglia non si fanno più figli e quelli che si fanno scappano! E’ questa la Puglia che ci consegna la sinistra al governo da oltre un decennio”.
“Ma quei dati non solo una mera rilevazione – precisa Caroppo – esprimono anche una proiezione sul futuro: sono i segnali della sfiducia abissale nel domani che evidentemente attanaglia i pugliesi. Del resto, la Puglia è la regione che nel 2015 è cresciuta meno di tutti, praticamente niente (+0,2 sul PIL, ultima), ed è sempre in fondo alla classifica nazionale per PIL pro-capite. Nè può sperare di vedere crescere il proprio tasso di occupazione se, come emerge, è la penultima regione d’Italia nella crescita delle esportazioni, segnale della assoluta assenza di politiche industriali e per lo sviluppo”.
“Personalmente – conclude Caroppo – questi dati mi tolgono il sonno, per la responsabilità che avverto nei confronti dei cittadini pugliesi e soprattutto della mia generazione, ma ancor più per il fatto che Emiliano e la sua giunta continuano a non farsi carico di tutto ciò”.
(gelormini@affaritaliani.it)

