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Sblocca Italia, Introna: "La Consulta darà tagione alla Puglia"

“Antieconomico, neocentralista, insignificante nel contributo alla bolletta energetica: l’art. 38 dello Sblocca Italia è un’arma puntata contro l’autonomia delle Regioni e la vocazione della Puglia ad uno sviluppo ecocompatibile”, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, commenta con soddisfazione l’approvazione in Giunta del ricorso alla Consulta contro le norme del decreto del Governo Renzi, convertito in legge 164/2014.

La Puglia non ci sta a vedersi sottrarre da Roma competenze costituzionalmente garantite alle Regioni in tema di energia. Il titolo quinto della Costituzione, considera all’art. 117 tra le materie di legislazione concorrente - “E non mi risulta sia stato nel frattempo modificato”, osserva Introna - quelle relative alla produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia. E nelle materie di legislazione concorrente, “leggo in un qualsiasi testo della nostra Carta costituzionale – continua il presidente del Consiglio regionale – spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Il ricorso alla Consulta serve proprio a questo, sventare uno scippo, giustificato da un interesse strategico e di pubblica utilità che seppure invocato  reiteratamente dal presidente Renzi e dal Governo nazionale non consente a nessuno di bypassare la Costituzione, tanto meno di violarla”.

introna vendola
 

Ancora una volta, sottolinea Introna, “la Regione interpreta e sostiene quella solidarietà di comunità che si è venuta creando spontaneamente negli oltre sette anni di impegno della Giunta e del Consiglio regionale contro le torri petrolifere in mare. Una visione straordinariamente unitaria di istituzioni, forze sociali, associazioni e cittadini che ha reso la Puglia la vera protagonista della difesa dell’Adriatico e dello Ionio dalle logiche ciniche delle multinazionali del petrolio: antipopolari e indifferenti al percolo ambientale al quale esporrebbero i nostri mari”.

Quando in ogni parte d’Italia si parla della difesa di acque e spiagge dalle trivelle si pensa alla Puglia: “siamo all’avanguardia in questa battaglia di civiltà, lo hanno sostenuto i Consigli regionali presenti all’incontro internazionale del 12 dicembre a Termoli”, ricorda il presidente Introna. Tutti hanno riconosciuto la grande unità dell’intero sistema istituzionale e sociale pugliese a tutela della sostenibilità. Siamo certi che la Corte Costituzionale confermerà la validità del nostro impegno a valorizzare un territorio unico, bagnato da due mari che vorremmo al riparo da ogni rischio per l’economia tradizionale, la balneazione, la pesca, la navigazione, il turismo che cresce più che in ogni parte d’Italia e che attrae turisti da ogni parte del mondo. Terra e mare sono il nostro petrolio. Per il resto, oro nero, NO, grazie”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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