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‘Sblocca Italia’ si ricorre alla Corte Introna tesse l’intesa bipartisan

Approvato a maggioranza (due i voti contrari, quattro gli astenuti), un ordine del giorno con cui il Consiglio regionale impegna il Presidente e la Giunta regionale ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale il decreto ‘Sblocca Italia’ ed in particolare l’articolo 38 per la “palese incostituzionalità e per difendere il mare della Puglia”.

Tra le motivazioni che hanno indotto il Consiglio regionale ad assumere questa iniziativa, la considerazione che “il Decreto ‘Sblocca Italia’ oltre ad apparire antieconomico ed insufficiente per il fabbisogno energetico del nostro paese, con l’autorizzazione rapida per la ricerca di idrocarburi pregiudica la vocazione turistica della Puglia. In particolare l’articolo 38 del decreto – si sostiene nell’ordine del giorno – appare incostituzionale per le disposizioni in esso contenute”.

“Per difendere i mari di Puglia dalle trivelle”: è la motivazione di questo nuovo ordine del giorno, approvato dal Consiglio regionale. Un documento bipartisan, che reca le firme di numerosi capigruppo di maggioranza e opposizione, oltre a quella del presidente dell’Assemblea pugliese, Onofrio Introna. “Ancora una volta – dichiara – ci schieriamo contro il decreto Sblocca Italia del Governo nazionale, chiedendo al presidente Vendola e alla Giunta regionale di impugnare il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale, in particolare l’art. 38 palesemente incostituzionale”.

Attribuendo carattere strategico alle concessioni di ricerca e sfruttamento di idrocarburi, la norma semplifica gli iter autorizzativi e scavalca le valutazioni ambientali, ignorando i poteri riconosciuti dalla Costituzione alle Regioni. Viene anche prorogata la durata delle concessioni, che potrebbero estendersi fino a 50 anni.

“L’accelerazione impressa dal Governo Renzi alle trivelle nasce da una stima esagerata dell’effetto idrocarburi (25 mila nuovi posti di lavoro)”, fa notare Introna. Secondo dati dello stesso Ministero dello Sviluppo, il petrolio nei nostri fondali marini non supererebbe però i 10 milioni di tonnellate, pari al fabbisogno nazionale di appena 8 settimane. “Per questo scarso e presunto oro nero, si moltiplicano richieste di concessioni, per quasi 30mila kmq complessivi di aree marine, in un Mediterraneo dove già si concentra più del 25% del traffico petrolifero marittimo mondiale, con un impatto e un inquinamento che non hanno paragoni in tutto il pianeta”.

L’art. 28, secondo il presidente del Consiglio regionale è “antieconomico e certamente non decisivo per il fabbisogno energetico del nostro paese, mentre potrebbero risultare molto dannose le ricadute negative su un’industria straordinaria e in grande crescita come il turismo pugliese, ma anche su tutte le altre attività economiche legate ai mari (in Puglia sono Adriatico e Ionio, tra i più importanti ai fini della balneazione) e alle coste (oltre 800 di litorali, è la prima per estensione costiera dopo le grandi isole)”.

I Consiglieri regionali di Forza Italia, Luigi Mazzei, Erio Congedo, Aldo Aloisi e Antonio Barba hanno poi diffuso la seguente nota:
Il decreto Sblocca Italia considerato strategico da Renzi ed emanato in fretta e furia è incostituzionale e con l’ordine del giorno odierno proposto da noi e votato quasi all'unanimità, impegniamo il Presidente e la Giunta regionale ad impugnarlo dinanzi alla Consulta. Non stiamo parlando di cavilli e arzigogolii giuridici, bensì del futuro del nostro mare e della nostra costa, ormai minacciata dalle trivellazioni di multinazionali senza scrupoli che vogliono fare business sulla pelle dei salentini e a discapito delle strategie di sviluppo della Puglia e del Salento.

Il decreto Sblocca Italia, come abbiamo scritto nell’Odg, oltre ad apparire antieconomico ed insufficiente per il fabbisogno energetico del nostro Paese, con l'autorizzazione rapida per la ricerca di idrocarburi, pregiudica la vocazione turistica della nostra regione. L’articolo 38 del decreto legge 133/2014, sembra evidentemente incostituzionale per una serie di ragioni che ci siamo permessi di commentare in sette punti:
1. consente di applicare le procedure semplificate e accelerate sulle infrastrutture strategiche ad una intera categoria di interventi senza individuare alcuna priorità;

2. trasferisce d’autorità le VIA sulle attività a terra dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente;

3. compie una forzatura rispetto alle competenze concorrenti tra Stato e Regioni previste nel vigente Titolo V della Costituzione;

4. prevede una concessione unica per ricerca e coltivazione in contrasto con la distinzione tra le autorizzazioni per prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi del diritto comunitario;

5. applica impropriamente ed erroneamente la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Impatto Ambientale;

6. trasforma forzosamente gli studi del Ministero dell’Ambiente sul rischio subsidenza in Alto Adriatico legato alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in “progetti sperimentali di coltivazione”;

7. costituisce una distorsione rispetto alla tutela estesa dell’ambiente e della biodiversità rispetto a quanto disposto dalla Direttiva Offshore 2013/13/UE e dalla nuova Direttiva 2014/52/UE sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

Proprio per questo, ieri, abbiamo sentito l’esigenza di essere accanto ai Sindaci e alle collettività salentine, perché non si può calpestare il diritto a perseguire strategie di sviluppo più consone alle bellezze del territorio in cui viviamo. Per dovere di cronaca, si è a ricordare che l’ordine del giorno sull’incostituzionalità dello Sblocca Italia, che vincola la Regione ad impugnarlo davanti alla Corte Costituzionale, è stato firmato dal gruppo di Forza Italia, ma ha visto il voto contrario del Nuovo Centro Destra e l’astensione di quattro consiglieri del Pd. Evidentemente è pesato su di loro il ruolo di esponenti di partito di Governo che ricoprono a Roma. Spiace constatare che la politica ha fatto mettere alle spalle l’amore per la propria terra. L’odg è stato comunque firmato da Introna, Negro, Gianfreda, Losappio, Zullo e Disabato”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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