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Strappo Pd, vendoliani furiosi. Emiliano: “Accordi più difficili”

Bari – Scossoni romani, terremoto pugliese: “Se Sel pensa che il Pd sia partito anticostituzionale e antidemocratico sarà difficile fare accordi il prossimo anno. Ma noi vinceremo comunque", soffia sulla brace Michele Emiliano, dopo lo strappo tra democratici e vendoliani consumato nella Capitale sulle riforme. Erano stati il premer e il suo braccio destro Lotti a mettere in discussione l’intesa sui territori dopo le barricate in Aula. E i venti di bufera che scuotono il Transatlantico increspano le acque già tumultuose del centrosinistra pugliese.

LO STRAPPO/ Stefàno: “Pretesto per alleanze diverse?”/ Minervini:  Ci sono se ci siamo”/ Vendola, il passo indietro: “Chiusa una stagione” 

Sel è parte fondante del Centrosinistra, anzi l’ha fatto nascere, crescere ed irrobustire in Puglia come da Milano a Cagliari. Senza Sel il centrosinistra è finito, qualunque sia il risultato elettorale del Pd”, tuonano compatti i sellini pugliesi, facendo quadrato attorno al leader. Di pistole alla tempia il Governatore e i suoi non vogliono sentire parlare: “Riteniamo incredibile non solo il diktat di Palazzo Chigi ma anche lo strano silenzio del Pd pugliese e dei candidati alle primarie. Non hanno niente da dire il Segretario Regionale e i suoi rivali?”, hanno provato a stanare il capogruppo regionale Losappio e il coordinatore Gano Cataldo. Ed allora è stato il Gladiatore ad esporsi, tornando su un terreno già reso impervio dalle nomination plurime tra le fila del suo stesso partito ma ulteriormente sconnesso visto il randez vous capitolino tra Matteo Renzi e l’imprenditore monopolitano Vito Pertosa. Non tanto per le potenziali ambizioni del secondo a correre alle primarie, smentite dall’interessato – per i beninformati vicino a Guglielmo Minervini – quanto per la concreta possibilità che potesse valere come segnale da parte del primo, ammorbidito dal “lo stimo molto” di Lotti.

Stefàno alle primarie: "Non temo Emiliano"/ Nodo Gentile: “Non candidabili gli ultimi eletti”/ Vendola, Civati, Cuperlo e l’asse Possibile

“Come si possa espellere Sel per difendere  il misterioso patto del Nazareno e l’accordo con Verdini e Berlusconi lo si dovrà giustificare agli elettori”, rilanciano dal quartier generale del Rivoluzionario Gentile all’indirizzo dei big dem del Tacco: “Anche loro pensano di aver governato in questi 9 anni la Puglia insieme ad esagitati ed irridibili estremisti e che si possa procedere sostituendoli con i sostenitori del Sottosegretario Massimo Cassano?”. Se gli sherpa non si rimetteranno al lavoro, il muro contro muro tra Nichi e Michi sventato ai gazebo rischia di diventare la mina delle urne: il Masaniello terlizzese rinuncerebbe a Dario Stefàno pur di non far saltare il tavolo o arriverebbe al braccio di ferro?  E il 30 novembre i suoi rimarrebbero davvero a bordo campo senza infoltire il fronte alternativo all’ex Sindaco di Bari? A destra tirano un respiro di sollievo.              

(a.bucci1@libero.it)

Foto: A. Pellegrino

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