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Nel territorio dei "Monti Dauni”, diceva un vecchio detto popolare, ci si spostava, "o per far fortuna, o per morire sotto tre metri di terra”. Un tempo, insediamento di “poste” e fosse di grano, oggi, polo energetico del Mezzogiorno: con “l'Incubatore d'Impresa” di Candela, che si candida a diventare sede del primo grande Eco-cluster, clonato sul modello di Peterborough, capitale nel Regno Unito per sostenibilità ambientale.

L'incubatore per nuove start up imprenditoriali, gestito da Gal Meridaunia - unico Gal in Italia ad aver ricevuto dal Ministero del Lavoro, e della Previdenza Sociale il finanziamento per la gestione dell’intera struttura, per 3 anni – si estende su una superficie di 4000 mq, dispone di 17 locali, 4 aule di formazione, 11 uffici per i soggetti gestori, una sala convegni da 180 posti, e un’area espositiva comune di 450 mq. L’investimento per le opere strutturali è stato di 2.254 milioni di euro, fondo amministrato dal Comune di Candela, mentre per la gestione e la selezione delle aziende, Meridaunia ha ottenuto un finanziamento di 1.970 mln.

“E’ l’ennesima sfida che lanciamo”. Afferma Alberto Casoria, Presidente di Meridaunia in occasione del '1° Ecocluster Manager Day', evento lanciato per la creazione di una rete di 'imprese green' sul territorio, per iniziativa dell'agenzia di sviluppo, in collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Foggia, l'Incubatore per l'innovazione per lo sviluppo d'impresa (Idea Srl), e l'UK Center for Economic&Environmental Development di Peterborough (UK CEED).

incubatore d'impresa candela

“Occorre migliorare il rapporto tra pubblica amministrazione, e imprese le quali, spesso sono ostaggio della burocrazia – continua Casoria - in ballo ci sono migliaia di posti di lavoro, e nuove possibilità economiche, che in un momento di crisi generale non possiamo farci sfuggire".

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"La chiave per essere competitivi è quella di sostenere le nuove esigenze di globalizzazione delle imprese italiane attraverso processi di digitalizzazione, consentendo loro di operare da remoto è possibile offrire servizi come autorizzazzioni, licenze, condivisione di banche dati comuni".

"Sul fronte dell'accesso al credito, stiamo lavorando con la Confidi Puglia, ma anche attraverso la Banca europea per trovare soluzioni tampone alla forte stretta creditizia. Sono queste – conclude il Presidente – alleanze strategiche consolidate su imperativi categorici: dare tempi certi, e risposte immediate a chi vuole fare impresa, motivare il personale, garantire competenza, serietà, e apertura a iniziative come questa.”

Sono stati il manager inglese, Gareth Jones, e Marco Cereste, imprenditore, e Presidente della Giunta comunale di Peterborough, a presentare il modello dell’Eco Business Cluster. Un progetto, che ha registrato, nell'ultimo decennio una crescita solida, e razionale nei mercati emergenti delle rinnovabili.

“Il target territoriale - spiega Daniele Borrelli, Direttore del Gal dauno - si estenderà dalla Capitanata, fino alla Provincia di Potenza. Un anno fa siamo stati a Peterborough per sottoscrivere con la UK CEED un protocollo di collaborazione, e verificare se ci sono i presupposti per avviare un'esperienza simile. Gli attori coinvolti saranno Enti locali, Pubbliche amministrazioni, il settore della ricerca universitaria, le imprese, e gli istituti di credito, con l'obiettivo comune di favorire un dialogo diretto tra gli attori delle tecnologie green a livello internazionale.”

Dai numerosi studi presentati nel corso del panel è emerso un settore ambientale, sociale ed economico

presidente gal

non più sostenibile. L'Enviro Cluster vede così nelle “Green Skills”, competenze verdi,  nel mix energetico, e in una geografia di business interconnesso associata alle Istituzioni, le nuove frontiere di innovazione. Le compagnie diventano più competitive seguendo steps, che vanno dalla generazione dell'idea, alla fase di preincubazione, incubazione, e selezione, fino all'”Exit” progettuale.

Su questa linea sono state costruite nel comune di Peterborough da 180.000 abitanti, più di 15.000 case, solo negli ultimi 10 anni, e il Piano Regolatore comunale ne prevede l'edificazione di altre 21.000. Sono stati generati circa 17.000 nuovi posti di lavoro, portate a compimento tutte le scuole secondarie superiori, l'Università.

“ Il prossimo progetto – spiega Marco Cereste, emigrato all'età di soli due anni nel Regno Unito, ora membro dell'esecutivo della “City” - è quello di costruire in tre zone impianti fotovoltaici della potenza i 100 MW, nei prossimi tre anni. Sono stati stanziati in totale 400 milioni di Sterline per finanziare le realizzazoni. Con 14 milioni siamo stati in grado di ammodernare la piazza, e il centro. Entro luglio contiamo di installare corca 1000 Megabyte per il servizio gratuito di WI-FI.

Grazie all'accordo con la società nazionale 'British Gas'  - continua Cereste - tutte le famiglie dal reddito inferiore alle 16 mila Sterline avranno diritto a caldaie nuove, pannelli fotovoltaici sui tetti, e muri coibentati per limitare le dispersioni termiche. E' stato, inoltre, avviato il pilota costituito di 300 case al 100% sostenibili. Il problema è che bisogna essere disposti ad investire, perchè una casa sostenibile costa più del valore della stessa. Qui a Peterborough ci siamo riusciti con l'aiuto dei vari enti: il comune ha concesso terreni in forma gratuita, lo Stato, invece, e l'Agenzia per le case comunali inglese (ACI), hanno aggiunto il resto. Con 40.000 euro di sussidio – conclude l'mprenditore – vi conviene emigrare.”

PRES CONF GIOVANI

Per Tiziano Rodolfo Roseto, Presidente di Confindustria giovani di Foggia, “come debba essere giocata la partita è una sfida, e una responsabilità, che il Giovani industriali devono affrontare per implementare il Cluster, e clonarlo nel territorio pugliese. Il caso non ha mai cambiato i territori. Sono i processi a poterlo fare. Abbiamo messo da parte aspetti politici, e di "condominio" – sottolinea Roseto - per abbracciare iniziative efficaci. Molti di noi lavorano sempre più all'estero. Ci poniamo dunque come ambasciatori d'innovazione per la nostra zona. Agire per cambiare si può fare.”

“Nella particolare congiuntura storica, ed economica, che ci vede coinvolti in primis come imprenditori, è fondamentale che le imprese non si vedano più come concorrenti, ma come parte integrante di un sistema che fa rete." Lo ha detto Daniela Pasqualicchio, componente del direttivo GI insieme a Monica Dimauro, e Simona Rosito."Con l'Enviro Cluster – sostiene Rosito - potremo inserirci all'interno di una rete europea già consolidata. In questo modo saremo in grado di migliorare il gap strutturale, attraverso lo scambio del Know How inglese, e con l'internazionalizzazione delle idee, potremo realizzare soluzioni volte al mix energetico auspicato." 

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Per Dimauro “le ultime normative hanno modificato profondamente i progetti di sviluppo”. Ma è stato espresso, in questi giorni il “no”del commissario Ue all'energia Guenther Oettinger agli ostacoli agli investimenti nelle rinnovabili, e al blocco retroattivo degli incentivi.

“Le imprese italiane – evidenzia Nicola Altobelli, Consigliere del direttivo GI con delega al mercato internazionale, a margine delle criticità - sono letteralmente assediate dal punto di vista della stretta del credito alle start up, dal settore pubblico, che vivisezione ogni uscita, dalla burocrazia lenta, e retorica. Chi fa impresa in Italia, ed in particolare in Meridione, spreca dieci per ricavare uno. Ho però la fortuna di vivere un'azienda, che produce l'80% del suo fatturato all'estero. Gli imprenditori – spiega Altobelli – chiedono un sistema di sviluppo per lavorare serenamente, e il Cluster sono convinto offra questa possibilità di semplificazione.”

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