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Taranto, Emiliano sconfessa i dissidenti. Lemma: “Chi ha tradito lasci il Pd”

Bari – Ad urne ancora fumanti, il Pd è una polveriera. La sconfitta sulle provinciali a Taranto, con i voti di parte dei democratici dirottati sul nome degli azzurri, brucia come uno schiaffo in pieno viso: “A Michele Emiliano, segretario regionale del partito, va la responsabilità di quello che è accaduto”, affonda senza mezzi termini Guglielmo Minervini. “Una parte degli amministratori a lui fedeli che vota per il candidato di Forza Italia, a discapito di quello del Pd, è una pagina opaca e di bruttissima politica”, rincara l’assessore regionale e candidato alle primarie. Ma Emiliano non ci sta, rispedisce le accuse al mittente e rinvia alla Direzione le decisioni: “Mi auguro che questi consiglieri del Pd che hanno votato Tamburrano lo dichiarino apertamente e siano conseguenti con questa scelta, dimettendosi dal partito”.

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Alla fine il pallottoliere segna 64 a 36 per il Sindaco di Massafra: una vittoria troppo netta - contesta una parte dei dem - dal momento che alla guida del capoluogo ionico c’è la Giunta di centrosinistra di Ezio Stefàno, primo ad opporsi alle larghe intese teorizzate dall’onorevole Pelillo e poi disposto al passo indietro in favore di Gianfranco Lopane, quando anche il direttivo regionale aveva cercato di frenare gli smottamenti. Ai democratici vanno quatto seggi su dodici – a Piero Bitetti, Gianni Azzaro, Vito Miccolis e Maria Grazia Cascarano – oltre ai due civici Dante Capriulo e Filippo Iliano, ma la partita è tutt’altro che finita, visto che da FI minimizzano sull’accordo bipartisan e sul tavolo resta la “scomunica” dell’ex assessore regionale al Bilancio nei confronti del primo cittadino laertino, reo di avere scarsa esperienza e di “non fare sintesi”.

tambuurano
 

“Non è la vittoria della democrazia bensì degli accordi inizialmente negati, poi annunciati, difesi e ieri sera sanciti. Decine di consiglieri comunali del Pd hanno tradito la base, gli elettori e le indicazioni della direzione regionale”, mette in chiaro la presidente piddina, Anna Rita Lemma, “Quanto avvenuto impone decisioni proporzionate da parte dei livelli regionali e nazionali del partito. Chi ha scelto di votare palesemente centrodestra deve lasciare il nostro partito”, scandisce furiosa la consigliera regionale.

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Intanto, chiede le dimissioni del segretario provinciale, Musillo, vicino allo stesso Pelillo, e di quello cittadino, Lucarella. “C’è una parte di Pd che non risponde ai nostri indirizzi e, come segretario, non ho esitato ad aprire uno scontro con quelle componenti del partito. Nel giorno della sconfitta, sentirmi contro anche qualcuno che sostiene la mia stessa tesi è una cosa che ha a che fare con la slealtà”, punta i piedi il Gladiatore. Poi mette in guardia: “Non abbiamo vinto le elezioni, ma abbiamo aggregato una grande massa di persone che conoscono bene fatti e circostanze degli accordi politici che sono dietro l’elezione di Tamburrano”. Un avvertimento a distanza o l’annuncio di una prova di forza. Alla vigilia delle Regionali.

(a.bucci1@libero.it)

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