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Taranto, maxi truffa carburante Eni, arrestati nomi eccellenti

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Un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al contrabbando di prodotti petroliferi è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Taranto: 73 arrestati e 132 denunciati hanno sottratto dalla raffineria E.N.I. di Taranto e rivenduto illegalmente, tramite distributori e depositi compiacenti, ingenti quantità di gasolio destinato alle navi e, quindi, gravato da imposte più basse.

L’operazione eseguita dal Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto, denominata  “Marenero”, è scaturita da un’indagine avviata nel 2008 su di una particolare tipologia di gasolio, “bunker”, proveniente dalla raffineria E.N.I. S.p.A. di Taranto. Particolarità, quella del gasolio bunker, essenzialmente fiscale: “Essendo destinato – hanno spiegato in conferenza stampa, presso la sede del Comando Provinciale di Taranto, il Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto e la Guardia di Finanza di Bari – alle navi e considerato come provvista di bordo, il gasolio bunker è soggetto al trattamento fiscale della merce nazionale in esportazione, da consumarsi fuori dal territorio doganale. Il gasolio bunker, quindi, soggiace solo ai diritti doganali ma non ai diritti di confine ed al pagamento delle accise”.

Non solo, nel corso delle indagini è emerso che i carburanti raffinati, gasolio e benzina, in uscita dall’impianto tarantino venivano sostituiti con prodotti di minor valore come petrolio grezzo, gasolina o biodiesel, per essere poi immessi nella rete di distribuzione. Anche molti gestori, i quali non hanno partecipato alla frode, sono stati truffati scaricando nei loro impianti i prodotti grezzi o miscelati con acqua o mediante autobotti con valvole e tubazioni manomesse che, durante lo svuotamento, reindirizzavano il flusso verso compartimenti nascosti dentro le cisterne.

Nell’organizzazione, capeggiata dall’amministratore di due società di distribuzione carburanti baresi e tarantine, anche dirigenti, funzionari e dipendenti della raffineria E.N.I. di Taranto, gestori di depositi e distributori, soci, dipendenti ed autisti delle società petrolifere ed uno spedizioniere doganale. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate anche 28 cisterne, del valore complessivo di circa 7 milioni di euro.