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Taranto che reagisce: ‘Ammazza che piazza!’

Taranto è una città complessa, straordinariamente complessa. Un laboratorio dove si sperimentano le reazioni chimiche dell’industria miscelate alle reazioni umane di gente abituata ad accogliere gli stranieri ed eleggerli a salvatori (vedi gli spartani, Pirro, e perfino l’irlandese santo protettore della città).

Proprio questa capacità di sperimentare ed assorbire diverse culture ha arricchito la città di vivacità non sempre visibile “ad occhio nudo”, ma rintracciabile in percorsi carsici (come quelli che portano l’acqua dolce dalle gravine al mar Piccolo) e che oggi escono allo scoperto nella “pineta”, ufficialmente piazza Totò De Curtis, grazie al lavoro dei volontari di Ammazza che piazza.

Questi ragazzi hanno pulito la pineta,  rinvigorito ed infoltito la vegetazione, riqualificato i sentieri, ricostruito panchine e tavoli riciclando tavole di legno recuperate dai rifiuti degli esercizi commerciali, hanno recuperato anche i pneumatici e le gomme di biciclette spesso adagiati ai lati delle strade e da questi hanno forgiato rastrelliere per biciclette e porta aiuole.

Un impegno che ha richiesto forza e costanza, perseguito con entusiasmo, perché questi lavori hanno richiesto diversi mesi d’applicazione, e tutto è stato fatto gratuitamente, con auto-finanziamenti (ad esempio con le magliette vendute anche al concerto del 1 Maggio). Un grande spirito d’iniziativa perché si sono coordinati autonomamente con altre realtà (il “comitato dei liberi e pensanti” per esempio) e chissà che non abbiano favorito la crescita della sensibilità ambientale, andando in ogni rione  a pulire e riaprire le piazze al pubblico e mostrando affetto e orgoglio di appartenenza alla propria città.

Malgrado non sia mai arrivato nessun aiuto da parte dell’amministrazione pubblica (se non i “permessi di lavoro”), i ragazzi sono riusciti a realizzare all’interno della pineta, un orto che sarà curato dai residenti nel vicinato, un percorso per gli amici a quattro zampe con area recintata e provvista di un distributore di sacchetti per il rispetto dell’ambiente.

Il polmone verde della “Totò de Curtis” era diventato impraticabile, e con il degrado e la sporcizia, dava il segno  del ”tramonto della civiltà” abbattutosi su Taranto.

E Taranto sembra fatta apposta con  i suoi tramonti struggenti e mozzafiato (per natura e posizione geografica), ma il giorno non è fatto per aspettare il tramonto e questo lo dimostra la “Piazza Totò de Curtis”… ammazza che piazza!