“Ad ogni scadenza elettorale, puntuale, torna a riecheggiare la formula della “geometria variabile di allargamento del centrosinistra”. Oggi all’Udc, ieri al NCD, l’altro ieri a civiche a noi lontane: si dichiara ospitalità a pezzi di classe dirigente del centrodestra. Lo ritengo un approccio sbagliato, perché queste sono le primarie del centrosinistra pugliese. Della coalizione, cioè, che si è seduta al tavolo delle Primarie con la premessa di riconoscersi nell’esperienza di governo di questi dieci anni e nell’obiettivo di proseguirla”. Lo dichiara in una nota diffusa Dario Stefàno, in corsa alle primarie per la candidatura alla presidenza della Regione Puglia.
“Da lì occorre partire – prosegue Srefàno – con la chiarezza che dobbiamo ai nostri elettori in vista delle prossime Regionali. Che non può significare negoziare a titolo personale un eventuale sostegno, come sta avvenendo. Ma affrontare una questione politica generale, che parte dal giudizio sulle politiche di questo decennio e sulla classe dirigente”.
“Se c’è sintonia su questo, sul programma da presentare agli elettori, il tema diventa un altro. Più serio, credibile, trasparente”.
“Tutto il resto – conclude il senatore ex-assessore regionale – appartiene alla sfera delle formule magiche: quello che è successo a Taranto e quello che potrebbe accadere domenica con le elezioni provinciali nelle altre province, rimanda ad altro. Non si tratta evidentemente di essere esclusivi, come qualcuno sostiene, ma di sentirsi coerentemente impegnati ad un progetto, a valori ben precisi e all’obiettivo di rendere la politica più autorevole”.
