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5 novembre 1993 – Addio a Mario Cecchi Gori, l’uomo che inventava successi

Produttore di quasi duecento film e protagonista della stagione d’oro della commedia all’italiana.

5 novembre 1993 – Addio a Mario Cecchi Gori, l’uomo che inventava successi

Da Sordi a Gassman, da Monicelli a Verdone: il produttore che fece grande il cinema italiano moriva a Roma 33 anni fa

Il 5 novembre 1993 si spegneva a Roma, all’età di 73 anni, Mario Cecchi Gori, uno degli uomini più potenti e influenti del cinema italiano. Non era un attore, non dirigeva film e raramente compariva davanti alle telecamere. Eppure, senza di lui, molte delle pellicole che hanno fatto ridere, riflettere e commuovere intere generazioni di italiani probabilmente non sarebbero mai esistite.

Era il produttore di un’epoca in cui i film si facevano con le idee, il talento e una buona dose di coraggio. E Roma, tra Cinecittà, teatri di posa e uffici di produzione, era la capitale indiscussa di quell’industria.

Da Brescia a Roma, inseguendo il grande schermo

Nato a Brescia nel 1920 da una famiglia di origini fiorentine, Cecchi Gori arrivò a Roma nel 1948, dopo aver studiato Lettere e lavorato come agente di borsa. Entrò nell’ambiente cinematografico conoscendo produttori già affermati, tra cui Carlo Ponti e Luigi De Laurentiis.

Alla fine degli anni Cinquanta cominciò a produrre autonomamente, dimostrando un fiuto straordinario per il pubblico. La sua filosofia era semplice: puntare sugli attori, costruire storie capaci di coinvolgere gli spettatori e trasformare il cinema in un grande spettacolo popolare. Una formula che avrebbe dato vita a quasi duecento film e contribuito a riempire le sale di tutta Italia.

Da Sordi a Gassman, la fabbrica delle risate

Il suo nome compare dietro capolavori come Il sorpasso, I mostri e L’armata Brancaleone. Lavorò con Dino Risi, Mario Monicelli, Ettore Scola e Luciano Salce, accompagnando le carriere di interpreti come Vittorio Gassman, Alberto Sordi e, successivamente, Carlo Verdone.

La commedia all’italiana trovò in Cecchi Gori un produttore capace di comprenderne il valore commerciale senza soffocarne la forza satirica. Sullo schermo gli italiani ridevano dei propri vizi, delle proprie ambizioni e delle proprie miserie. E lui sapeva che quelle storie avrebbero funzionato. Negli anni Ottanta affiancò all’attività il figlio Vittorio, ampliando il gruppo e rafforzandone la presenza nella distribuzione.

Dal cinema alla Fiorentina, fino all’ultimo ciak

Nel 1990 padre e figlio acquistarono anche la Fiorentina, trasferendo nel calcio la stessa passione imprenditoriale che li aveva accompagnati nel cinema. Intanto arrivavano nuovi riconoscimenti, tra cui l’Oscar del 1992 per Mediterraneo di Gabriele Salvatores, prodotto dal gruppo Cecchi Gori.

Mario morì improvvisamente a Roma, stroncato da un infarto. Il figlio Vittorio ne raccolse l’eredità, proseguendo un’avventura industriale destinata a conoscere altri trionfi, ma anche profonde crisi.

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