“Barillari? Sembra il capogruppo di Cinque Balle”. Al terzo giorno di legislatura volano già gli stracci in Regione tra i 5 Stelle e il leader de La Destra Francesco Storace. Il motivo della contesa è l’opportunità che i consiglieri di minoranza assistano all’Ufficio di presidenza benché non sia stati eletti dall’aula del Consiglio regionale.

Tutto nasce mercoledì mattina quando Davide Barillari, capogruppo regionale dei 5 Stelle, denuncia come il rappresentante del suo movimento sia stato messo alla porta dopo essere stato invitato ad assistere come uditore alla prima riunione dell’Ufficio di presidenza. Nel racconto di Barillari sarebbe stato soprattutto Francesco Storace ad opporsi dichiarando che: “nelle convocazioni non vedo che il Movimento Cinque Stelle è invitato e il regolamento dice che non è previsto”. Per il cittadino stellato “si sono già rimangiati la parola”.
A stretto giro è arrivata la replica dell’Onorevole Storace, affidata ad una nota di agenzia: “Barillari sembra il capogruppo di Cinque balle, e crede alle frottole che gli ha raccontato un suo consigliere regionale. Porrello si è presentato in Ufficio di presidenza assieme a Sbardella e nessuno lo ha cacciato. E dopo oltre un’ora se ne sono andati perché era evidentemente imbarazzante la presenza di consiglieri regionali muti”.
Affaritaliani.it ha ricostruito la vicenda raccogliendo il racconto dell’onorevole consigliere Pietro Sbardella, eletto nella lista civica per Bongiorno, presente anche lui alla prima riunione: “Questa mattina io e il rappresentate del Movimento 5 Stelle siamo entrati in Ufficio di presidenza, raccogliendo l’invito del Presidente Leodori a presenziare come semplici uditori visto che non eravamo stati eletti. Appena entrati è iniziata la discussione sull’opportunità istituzionale della nostra presenza. È stato Storace a tirar fuori l’argomento, ma non è vero che siamo stati messi alla porta, tuttavia non potendo intervenire, io e l’onorevole consigliere dei 5 Stelle abbiamo preferito lasciare la riunione. Non è così, con un atto di cortesia – continua Sbardella – che si risolve il problema della trasparenza, ma mettendo online gli ordini del giorno, i verbali delle sedute e le decisioni prese”.
Restano gli strascichi di un conflitto esploso già al terzo giorno dall’avvio della legislatura. “La polemica imbastita dimostra che occorre serietà negli atteggiamenti istituzionali e che non si possono inventare presenze negli organi non previste da leggi e regolamenti – scrive in nota Franceso Storace e rilancia tirando in ballo Zingaretti – Qualcuno non strillerà se proporremo che anche ai lavori della Giunta regionale possano partecipare consiglieri che il presidente Zingaretti o gli assessori non hanno eletto. Se ci vuole trasparenza in Consiglio credo che ci voglia anche nella Giunta. Ma credo che non serva ne per l’uno né per l’altro”.
