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A Sabaudia la guerra dei varchi.Tremano i vip, controlli coi droni

Scomparsa l’arena estiva, niente cinema e campo di basket. Vince il turismo mordi e fuggi dei week end e sale la protesta contro gli accessi al mare blindati dalle ville. La Procura intima ai proprietari delle ville il ripristino e chiede controlli dal cielo alla Finanza

di Patrizio J. Macci

È esplosa la “guerra dei varchi” di Sabaudia. Gli spazi di accesso pubblici alla spiaggia che dovrebbero esserci e invece non esistono. Nell’estate italiana prigioniera della crisi e metereologicamente folle, all’insegna del tutto aperto per ferie, durante la quale la Cittadina Laziale capolavoro del razionalismo architettonico si è riempita parzialmente di turisti mordi e fuggi solo per il week end.
L’unico albergo esistente che affaccia sul lago è chiuso da tempo immemore, l’Arena scomparsa dai programmi estivi teatrali, la piazza principale della cittadina nelle ore serali è ridotta a uno spettrale scenario metafisico dalle sfumature di grigio. Anche il cinema ha chiuso i battenti senza un destino certo (i “rumors” riportano di un interessamento della famiglia Fendi per creare uno spazio polivalente), l’attuale amministrazione ha serrato un catenaccio di ferro anche al campo di basket sul quale frotte di adolescenti in vacanza venivano a sgranchirsi le braccia dopo le giornale trascorse sul mare. Basta percorrere a piedi la spiaggia in direzione di Torre Paola, schivando i venditori abusivi di ogni tipo di oggettistica, diavolerie elettroniche, abbigliamento (alcuni di loro provocatoriamente recano la scritta “saldi” vergata su un cartone sbilenco in un italiano incerto su improvvisati mezzi di trasporto carichi all’inverosimile), per rendersi conto che la possibilità di accedere al mare è negata per chilometri. I bagnanti devono operare una vera e propria caccia per stendere i loro asciugamani. Alcuni stabilimenti balneari, strangolati dalla crisi e dal maltempo, hanno deciso di mutare la loro attività commerciale in semplici “affitta lettini e ombrelloni” per abbassare la pressione fiscale e lavorare sulla quantità.
Se ne è accorta anche l’Autorità Giudiziaria di questa situazione e ha intimato ai Vip proprietari di alcune ville sulla Duna Mediterranea di ripristinare i luoghi nello stato in cui erano, rispettando il Piano di Utilizzo degli Arenili. Ordinanze di demolizione e di apertura dell’arenile al pubblico sarebbero già pronte per essere attuate. Il problema che si pone è che questi spazi in alcuni casi non solo sono stati annessi in proprietà private, ma spesso sono stati cementificati per aumentare le cubature esistenti, creando nuovi vani abitabili e modificando per sempre il delicato abitat dei luoghi. In realtà gli abusi censiti e fotografati dalla Guardia Forestale sarebbero migliaia. Si racconta di piscine nascoste tra la “giungla” della vegetazione, edificate come vasche da idromassaggio all’aperto. Per questo tipo di abusi ora non ci sarà più scampo. Verranno messi in campo dei droni per registrare giorno per giorno ogni tentativo di edificare. La guerra all’abusivismo e all’illegalità arriverà dall’alto.