Non è solo colpa della spending review: l’addio a Viale Mazzini è inevitabile. La sede storica non solo è vecchia, ma è pure pericolosa. Piena di amianto, richiede procedure d’emergenza per ogni piccolo inconveniente e l’unico piano ad essere stato bonificato è il settimo, quello dove lavorano i consiglieri di amministrazione.

Una palazzo che è dunque una sorta di bomba ecologica in un quartiere popoloso come Parti, ma lo è soprattutto per i dipendenti della tv di Stato. Da più di un anno la Direzione generale si è messa alla ricerca di un immobile alternativo che deve però sottostare ad alcune prerogative: essere pronto per gennaio 2014, capace di ospitare 1400 postazioni di lavoro, avere inoltre locali tecnici e autorimesse.
Tra le proposte al vaglio c’è l’offerta delle Ferrovie dello Stato che offrono i 27 mila metri quadrati dell’edificio C e D della Stazione Termini sul lato di Via Marsala. Proposte anche dal fondo immobiliare Omega, e da Bnl che mette sul piatto i suoi “giardini” all’Eur, in un immobile di 47mila metri quadri di Piazzale Agricoltura.
Nella corsa subentra anche il nome di Marchini, che insieme a Toti, Ligresti e Fintecna Immobiliare stanno costruendo le nuove Torri dell’Eur. Ma l’offerta resta problematica: gli immobili non saranno pronti per gennaio, ma solo dopo 18 mesi dalla sottoscrizione del contratto.
Tra i progetti faraonici si annoverano le offerte del Gruppo Toti che impreziosisce il progetto con un’auditorium alla Muratella. Sempre sull’asse Roma-Fiumicino l’offerta di Caltagirone, con addirittura quasi 60mila metri quadrati di uffici e due piani di parcheggi interrati.
Ma si trattano di progetti onerosi, che allontanerebbero inoltre l’azienda dal centro della città. Gli occhi della dirigenza potrebbero quindi cadere su progetti meno sfarzosi, e soprattutto “sotto casa”: a Teulada ci sono spazi già pronti al fianco degli studi già utilizzati dalla Rai.
