“Ero persente anche io, sono scioccato come i tanti clienti che hanno assistito alla scena”. Ha parlare è Oscar Farinetti, patron di Eataly che commenta quanto accaduto intorno alle 16.20 nel megastore alle spalle della stazione Ostiense dove un giovane dipendente afghano ha accoltellato lo chef e un addetto alla sicurezza intervenuto per bloccarlo
“È una cosa allucinante e inspiegabile” – continua Farinetti – L’aggressore è un rifugiato afghano che abbiamo assunto con un contratto Italia Lavoro nel dicembre 2013. Era un dipendente modello, bravissimo. Noi l’avremmo confermato ma inspegabilmente il 24 ottobre si è dimesso”. Tutto sarebbe nato da una lite iniziata nelle cucine di uno dei tanti ristoranti del megastore poi le urla.
“Sono arrivato lì e ho sentito lo chef Fabio Nitti che urlava ‘aiuto, mi vuole uccidere’ – continua il patron di Eataly – Il giovane afghano che gli si è avventato addosso con un coltello senza dire niente e ha cominciato ad accoltellarlo alla schiena e a un braccio. Poi è intervenuto l’addetto alla sicurezza, a sua volta colpito dal coltello, che è stato bravissimo e credo abbia salvato la vita al nostro chef”.
“Non sappiamo davvero i motivi del gesto, era un dipendente modello, mai un’assenza, mai una rimostranza né verso l’azienda né verso i colleghi – conclude Farinetti – Quello che posso dire è che oggi sembrava una persona diversa, aveva gli occhi allucinati ed era inferocito tanto che per fermarlo sono intervenute quattro persone. Fortunatamente ho saputo che il nostro chef non è grave”.
Sul posto sono intervenute la polizia e due ambulanze del 118. Sia l’addetto alla sicurezza che il cuoco sono stati feriti da una coltellata ad un braccio. Uno dei due feriti è stato portato in codice giallo all’ospedale San Giovanni, mentre l’altro in codice verde al San Camillo.

