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Acea investe sui rifiuti. “Sarà rivoluzione 2.0”

L’affare del trattamento e smaltimento dei rifiuti fa gola e la multiservizi Acea si candida a diventare il terzo operatore nazionale nel settore. Le linee guida nel piano industriale 2015-19 approvato dal Consiglio d’amministrazione del Gruppo

Creare un ATO unico regionale, nell’ambito del consolidamento delle società idriche operanti nel Lazio, diventare il terzo operatore nazionale nel settore del trattamento industriale dei rifiuti, aumentare gli investimenti soprattutto nelle attività regolate e nell’area Ambiente per circa 2,3 miliardi di Euro. Questo il piano industriale 2015-19 di Acea, approvato dal Consiglio d’amministrazione del Gruppo.

Per l’azienda si parla di “interessanti opportunità di crescita”, grazie “al posizionamento strategico e al contesto di riferimento, caratterizzato dalla necessità di nuove infrastrutture per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nella Regione Lazio”. Nel dettaglio, si prevedono “235 milioni di euro di investimenti” nel quadriennio. A livello di trattamento e smaltimento, l’obiettivo, secondo l’azienda, è passare dalle “774 tonnellate del 2014” alle “1.811 del 2019”, fissate dal piano. Fra gli interventi previsti dalle linee di crescita “il completamento della terza linea dell’impianto WTE di San Vittore”, “il potenziamento/sviluppo di impianti di compostaggio” e “il consolidamento nella Regione Lazio mediante il revamping di impianti WTE”.

Tra le misure delineate il “rafforzamento degli investimenti” nel settore idrico, pari a “1.073 milioni di euro” nel 2015-19, “assumendo una ragionevole sostenibilità e stabilità del nuovo regime tariffario”. Inoltre, “l’implementazione del progetto Acea 2.0 consentirà di conseguire una maggiore efficienza e di migliorare ulteriomente la qualità del servizio (go-live del WFM e del nuovo sistema di fatturazione nel 2015)”. Per quanto riguarda l’Ebitda, “al 2019” è previsto “a 357 milioni di Euro (+22% rispetto al 2014)”. Mentre la RAB (relativa ad ATO2 Lazio Centrale e ATO5 Frosinone) al 2019 è prevista a “1,4 miliardi di Euro (1.054 milioni di Euro nel 2013)”

“Il Piano Industriale 2015-2019 disegna la nuova Acea che vogliamo costruire nei prossimi anni e a cui stiamo già lavorando con grande determinazione – ha commentato Catia Tomasetti, Presidente di Acea – Puntiamo a dare vita a un’azienda che fa dell’innovazione tecnologica il suo principale punto di forza. Acea sarà in Italia la prima Multiutility interamente digitale: Acea 2.0. Questo ci consentirà di rivoluzionare in breve tempo il modo in cui eroghiamo servizi alle nostre comunità di riferimento. La qualità del servizio è e deve essere la nostra missione principale”.

“Abbiamo approvato un Piano Industriale con obiettivi chiari e conseguibili, orientato alla creazione di valore – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Acea, Alberto Irace – con un significativo rafforzamento delle attività regolate e del settore ambientale. Forte è l’impegno per il miglioramento del capitale circolante e per una struttura finanziaria sempre più solida. Abbiamo individuato efficienze ricorrenti di circa 30 milioni di Euro al 2019 – 70 milioni di Euro di efficienza in arco Piano. Tali efficienze saranno conseguite grazie a un’imponente trasformazione di Acea fondata sull’introduzione massiccia di tecnologia e sulla reingegnerizzazione dei processi. Siamo, inoltre, pronti a fare la nostra parte fino in fondo – ha concluso l’Amministratore Delegato – per favorire e realizzare il processo di consolidamento tra le utilities del Centro-Sud Italia, se e quando i livelli istituzionali interessati muoveranno concretamente in questa direzione”.