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Alemanno-Marino, pari e patta. Al ballottaggio la città non sceglie

VERSO LE COMUNALI. La seconda parte del sondaggio commissionato in esclusiva da Affaritaliani.it alla società Datamonitor, evidenzia al secondo turno una sostanziale parità 50-50 tra centrodestra e centrosinistra. L’analisi fa emergere una difficoltà tra gli elettori nella scelta finale. Il candidato Pd fa il pieno dei consensi presi al primo turno dal Cinque Stelle che così scompare dalla scena a meno di difficili apparentamenti e di vittoria. Per il sindaco uscente l’ipotesi è che convinca gli elettori di Marchini e che peschi a piene mani tra moderati e centristi. Gli effetti del “voto contro”. I RISULTATI

di Fabio Carosi

Forse Ignazio Marino sarà il prossimo sindaco di Roma. O forse Gianni Alemanno ce la farà nel miracolo di essere rieletto. Al ballottaggio sarà testa a testa; chi salirà sul Campidoglio lo farà spinto da una manciata di voti: 50% Marino, 50% Alemanno e la forchetta “al ribasso” pone entrambi al 48 per cento.
Il sondaggio sulle intenzioni di voto, realizzato in esclusiva da Datamonitor per Affaritaliani, fotografa al ballottaggio una situazione di grande incertezza sul risultato delle urne. Se a Roma non c’è un sindaco in pectore, è il segno che a pochi giorni dalla presentazione delle liste i cittadini hanno idee abbastanza chiare su chi vorrebbero votare tra i candidati, ma quando si tratta di scegliere tra due opposti, il dubbio s’insinua.
Ecco allora che Alemanno, pur partendo per sfavorito, di fronte all’ipotesi che la città passi la mano alla sinistra-centro di Marino, ricompatta il suo elettorato, fa il pieno tra i centristi e i moderati e si ripresenta come sfidante unico del blocco di centrosinistra.

de vito 5 stelle 03

E Marino? Anche per lui l’istantanea della società di Natascia Turato (che non ha nessun legame con l’ex spin doctor di Alemanno, Luigi Crespi se non quello di essere la moglie, ndr) non dà risposte ma fornisce importanti elementi di dibattito. E’ evidente che il risultato dell’ex senatore-chirurgo tiene in pancia una parte sostanziosa dei voti che invece al primo turno andrebbero al Cinque Stelle, all’incirca una buona parte di quel 18 per cento indicato nelle intenzioni di voto relative al primo turno. E il Movimento, a meno che all’ipotesi di un apparentamento non segua anche la vittoria, scompare quasi dalla scena romana.
Resta da capire lo spostamento dei voti di Alfio Marchini che, vista la non appartenenza ad un partito tradizionale, potrebbero spalmarsi secondo la regola del “voto contro”: un atteggiamento, questo, che è alla base dei risultati del Movimento grillino alle consultazioni nazionali e regionali dello scorso febbraio.
L’ultima considerazione che emerge dal risultato è quella relativa alla campagna elettorale: vista la sostanziale parità sarà durissima e combattutissima. Un mese di iperbole, superlativi e guerra totale combattuta all’ultimo voto. Prepariamoci, ne vedremo di tutti i colori, quasi un porta a porta.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO