Il presidente Magi chiede interventi urgenti dopo uno svenimento imputato alle alte temperature
L’allarme è stato lanciato per le condizioni di calore estremo registrate in alcuni ambulatori pubblici della Asl di Roma e Provincia. Sono pervenute all’Ordine segnalazioni da sette strutture in cui l’impianto di climatizzazione è assente o non funziona correttamente; Magi ha precisato, però, che potrebbero esserci altri ambulatori in condizioni analoghe che non hanno ancora segnalato il problema. In uno di questi ambulatori una dottoressa avrebbe addirittura perso i sensi a causa dell’eccessivo caldo.
Rischio per liste d’attesa e sicurezza dei pazienti nella sanità pubblica
Il presidente ha evidenziato come la situazione arrivi in un periodo cruciale per il Servizio sanitario nazionale, impegnato nello sforzo di ridurre le liste d’attesa e garantire la continuità assistenziale. Le alte temperature e l’assenza di impianti adeguati rendono gli spazi di lavoro difficilmente vivibili sia per il personale sanitario, sia per gli utenti, molti dei quali sono anziani, fragili o affetti da patologie croniche e cardiovascolari. Le condizioni microclimatiche inadeguate influenzano il benessere psicofisico, aumentano lo stress lavorativo, riducono la concentrazione degli operatori e possono compromettere la sicurezza delle prestazioni assistenziali. Il Presidente ha criticato il fatto che nel 2026 esistono ancora strutture pubbliche in cui medici, infermieri e personale amministrativo devono lavorare per ore in ambienti sprovvisti di aria condizionata, con temperature che superano i livelli di comfort e sicurezza. Per questo sono necessari interventi urgenti per il ripristino degli impianti di climatizzazione e misure preventive per evitare il ripetersi della situazione, ricordando che le ondate di calore saranno sempre più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici.
L’appello alle aziende sanitarie
Devono essere programmati interventi strutturali e piani di manutenzione preventiva degli impianti tecnologici, per evitare che guasti o ritardi compromettano la qualità dell’assistenza e il benessere di pazienti e operatori. Sempre secondo il Presidente, garantire ambienti di cura adeguati è parte integrante del diritto alla salute e dell’efficacia del servizio sanitario pubblico, e che gli investimenti non devono limitarsi alle risorse umane ma includere anche le infrastrutture.

