Un drammatico incidente che rischia ora di trasformarsi in un vero e proprio terremoto giudiziario per uno dei volti più noti del panorama tecnologico italiano. La Procura di Roma ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad Andrea Stroppa, 32 anni, referente in Italia del patron di Tesla ed X, Elon Musk.
L’accusa contestata dal pubblico ministero Rita Ceraso è quella di omicidio stradale per la morte di Mirko Garofano, un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni. I fatti risalgono alla sera dello scorso 31 gennaio, quando lungo via Filippo Fiorentini, nel quartiere Collatino, la vettura guidata da Stroppa ha travolto il giovane pedone. Inizialmente la posizione del manager sembrava sfumata verso un probabile proscioglimento, complice la testimonianza di un automobilista che parlava di velocità contenuta e il fatto che la vittima stesse attraversando con il semaforo rosso.
La scatola nera e i rilievi della Procura: la velocità oltre i limiti
A ribaltare il quadro investigativo è stata la determinazione della magistratura romana e la successiva perizia tecnica basata sui dati telemetrici. Gli accertamenti condotti sul dispositivo satellitare UnipolTech installato sulla Smart dell’imprenditore hanno infatti rivelato un dato schiacciante: l’automobile viaggiava a una velocità di 94 chilometri orari in un tratto urbano dove il limite massimo consentito è fissato a 50 chilometri orari.
Secondo le ricostruzioni dell’accusa, si prefigura un quadro di concorso di colpa, aggravato da ulteriori irregolarità contestate dagli agenti della polizia locale, tra cui la presenza di vetri delle portiere oscurati, una modifica espressamente vietata dal codice della strada. Le risultanze peritali hanno così spinto il magistrato a chiudere il fascicolo, formalizzando un passaggio che precede solitamente la richiesta di rinvio a giudizio.
Il rebus della tutela e le ombre sulla gestione della scorta
Oltre al profilo penale dell’incidente, la vicenda apre un delicato interrogativo di natura procedurale e di sicurezza pubblica. Andrea Stroppa risulta infatti inserito sotto scorta, una misura di protezione decisa dalle autorità di pubblica sicurezza dopo i gravi episodi intimidatori dell’anno precedente, tra cui l’attentato incendiario rivendicato da ambienti anarchici che il 26 aprile 2025 portò alla distruzione di 16 auto elettriche presso il Tesla Center di via Serracapriola.
La notte dell’incidente mortale, tuttavia, l’imprenditore si trovava al volante da solo. Trattandosi di un servizio tutelato dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale, le regole prevedono un affiancamento costante degli agenti negli spostamenti. Sebbene l’allontanamento volontario non costituisca un reato automatico per il tutelato, l’episodio riaccende il dibattito sull’opportunità e sulla gestione delle risorse destinate alla sicurezza dei personaggi pubblici.


