La tesi di Zingaretti, già affermata in Campidoglio, secondo la quale chi assume la carica di assessore avrebbe l’obbligo di dimettersi da consigliere, è veramente incomprensibile. Se si chiede a gran voce da parte di tutti di avere una legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere il proprio candidato con le preferenze, com’è possibile sostenere che chi è stato eletto non debba poi assumersi le responsabilità di Governo? Può essere giusto che un membro della Giunta, con i poteri a lui conferiti prenda delle decisioni pratiche delle quali, a fine legislatura, debbano rispondere solo i consiglieri rimasti in carica? Siamo alle solite. Nel nostro Paese conviene non avere voti, non cimentarsi con le urne, non curare il territorio per ricevere incarichi di responsabilità.
Gli esempi nazionali di non eletti divenuti poi sottosegretari o ministri non sono certo pochi. Lo stesso dicasi negli enti locali. Il punto è un altro: la vera ragione della “teoria Zingaretti” è la stessa di quella portata avanti dalla Polverini, accusata da tutti di autoritarismo. Tant’è che nessun assessore ha osato ribellarsi alla mancata assegnazione delle deleghe. Avere nel governo regionale persone che non fanno parte del Consiglio, significa renderle prone alle decisioni del presidente. In caso contrario, se non dovessero allinearsi, andrebbero direttamente a casa, senza il paracadute del Consiglio. A queste condizioni c’è da scommettere che nessuno oserebbe sollevare obiezioni in Giunta su linee ritenute sbagliate o poco condivisibili. Con risultati equivoci e con buona pace degli elettori che si sono recati alle urne ritenendosi protagonisti, con il loro voto, della gestione del territorio.
E pensare che a Strasburgo si procede in direzione opposta, che molti eurodeputati ormai ritengono, fra le necessarie riforme istituzionali che consentono di avere un’Europa più unita, che i commissari dell’Ue debbano essere eletti all’interno del Parlamento in modo da non dover rispondere ai governi nazionali che li hanno nominati…
Potito Salatto, eurodeputato Ppe
