Il trasporto pubblico romano vive una situazione gestionale complessa su gomma e rotaie, mentre migliora il servizio della metropolitana, soprattutto sulla linea C.
Quali sono le abitudini attuali dei romani in merito ai loro spostamenti? Tram e bus, il cosiddetto trasporto di superficie, devono fare i conti con una emergenza dal duplice aspetto: la carenza di autisti e le difficoltà nella circolazione dei mezzi intrappolati spesso nel traffico, che a Roma è proverbialmente caotico ad ogni ora.
La carenza di autisti rende la situazione complessa

Paolo Aielli, durante l’audizione di mercoledì 4 novembre davanti alla commissione Mobilità di Roma Capitale, presieduta dal consigliere Giovanni Zannola ha snocciolato I dati Nel corso dei primi due trimestri del 2026, le assenze complessive del personale hanno raggiunto il 14%. In una situazione già di carenza, è un dato che rende la situazione, anche dal punto di vista gestionale, particolarmente complessa.
Posizione e proposte sindacali
Quanto basta per irritare i sindacati, che respingono con fermezza qualsiasi ipotesi o tesi legata alla pratica dell’assenteismo e immediatamente precisano come la pressione di turni in una città caotica alimentano condizioni di stress psicofisico, aggravate dalla carenza di personale. Tra le proposte avanzate c’è anche l’introduzione di un sistema regolamentato per lo scambio dei turni di guida. Atac ha già sposato l’idea: presto la realizzazione di una app per gestire gli avvicendamenti.
Organico e fabbisogno: il saldo resta negativo

Il problema delle assenze si inserisce in una difficoltà più ampia sul fronte degli organici. Secondo quanto illustrato dal direttore generale, i bandi di reclutamento non stanno garantendo un numero sufficiente di nuovi conducenti. Le uscite continuano a superare gli ingressi e l’azienda fatica a compensare il fabbisogno di personale. L’idea dell’academy varata dall’azienda non è sufficiente a colmare lo scoperto. Il fabbisogno indicato è di circa 300 conducenti aggiuntivi all’anno una cifra fuori portata rispetto alla disponibilità attuale e anche a quella necessaria per assicurare il servizio ed eliminare una difficoltà atavica che si riverbera inevitabilmente sulla programmazione delle corse: garantire il servizio previsto è un rebus quotidiano. L’azienda deve fare i conti con una scarsa disponibilità di autisti condizionata, prima ancora che dalle assenze, dalla difficoltà di nuove assunzioni.
Il caos del trasporto in superficie, i dati incoraggianti della metro

Non c’è soltanto il problema del personale. Roma ha problemi di traffico determinati da diversi fattori: l’alto tasso di incidentalità che rende ogni giorno imprevedibile. Lo scarso senso civico di chi pratica la sosta selvaggia rendendo complicato e a volte impossibile il passaggio dei mezzi pubblici. E se non sono cantieri o guasti alle infrastrutture stradali a costringere di rivedere il percorso delle singole corse, ci pensano le manifestazioni. Il conto? Quattro milioni di chilometri mai percorsi. Saldo positivo, invece, al di sotto delle lingue d’asfalto. I numeri lasciano in eredità un incremento complessivo dei chilometri percorsi dalle metro: la linea A performa con stabilità, cresce la B e migliora e la C che registra l’aumento più consistente di percorrenza, anche grazie all’apertura delle nuove stazioni.Resta però il nodo della consegna dei nuovi convogli, che una volta sciolto, migliorerà ulteriormente il livello di prestazione.
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