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Ater, lo scandalo delle svendite. 2006-2007: gli anni dei “regali”

ESCLUSIVO. Affaritaliani.it pubblica l’elenco integrale delle vendite immobiliari degli appartamenti “popolari” nei due anni in cui du e leggi regionali hanno dato il via libera alla cessione del patrimonio. In pieno centro 96 metri quadri venduti a 80 mila euro e in periferia 84 metri a 31 mila euro. Centinaia e centinaia di rogiti di favore quando il mercato immobiliare andava a gonfie vele. Il presidente del Cal, Donato Robilotta chiede a Zingaretti la modifica della legge: “Un intero patrimonio pubblico di migliaia di appartamenti ubicati in zone di pregio viene svenduto a pochi spiccioli, persino a famiglie che hanno un reddito di molto superiore a quello di accesso per le case popolari”. I DOCUMENTI

di Fabio Carosi

E’ il buco nero di Roma. Una vergogna che colpisce che la casa non ce l’ha perché non può permettersela e chi invece ha dichiarato redditi ridicoli per mantenere il privilegio di una casa popolare, magari in Prati o nel centro storico e che ha ricomprato a prezzo ridicoli.
Il giorno dopo la cacciata del direttore dell’Ater, Renato Panella e la nomina di Claudio Rosi giusto qualche giorno dopo una serie di sgomberi di cittadini in vista , ri-esplode lo scandalo delle case affittate a falsi poveri e, in molti casi, svendute a prezzi che neanche la peggiore delle crisi economiche potrebbe far crollare. Affaritaliani.it pubblica in esclusiva il business dell’Ater, carrozzone da sempre al centro di polemiche, inchieste e commissioni. Nelle tabelle in allegato ci sono, appartamento per appartamento tutte le proprietà del’Ater e il prezzo a cui sono state cedute negli “anni d’oro” delle svendite, quando cioè il mercato immobiliare andava a gonfie vele.

case ater garbatella 2


Ecco allora qualche esempio di come una casa popolare possa trasformarsi tra falsi documenti, incuria e leggi sbagliate nel business di una vita. Siamo nel 2007: in via Oslavia, quartiere Prati, 96 metri quadrati vengono venduti a 81 mila euro mentre 110 metri l’Ater li vende a 111 mila euro. Da Prati a San Giovanni, in via Magna Grecia: sì, c’è traffico e un po’ di rumore ma 131 metri quadri vengono rogitati il 7 agosto a poco più di 121 mila metri quadri. Prezzi ridicoli anche a Testaccio, in via Bodoni: qui 69 metri quadrati l’Ater li vende a poco più di 42 mila euro. Alla Garbatella la solfa è sempre la stessa: in via Cravero, due passi dal Palladium e regno dell’architettura di inizio del secolo scorso, 55 metri vanno via per 31 mila euro e 78 metri per 55 mila euro. Se poi si va in periferia, sulla Casilina, il crollo dei prezzi sfiora la crisi del ’29: in via Giaquinto c’è chi è riuscito ad acquistare 84 metri e 31 mila euro.
E queste sono le 283 cessioni che l’Ater ha fatto in virtù della legge regionale 42. altro giro, altra legge, stavolta è la 560. Da Prati a Torre Maura la musica non cambia: nella città del Bengodi si compra intorno ai mille euro a metro quadro con l’Ater che di solito acquista dai costruttori ad almeno 4 mila euro al metro. Un esempio? Via Timavo, Prati. Qui 102 metri quadrati al civico 15 sono stati ceduti a 97 mila euro. Se poi si va in periferia, nel regno delle case abusive di Torre Maura, il business quale quanto un’automobile importante. Invece di quattro ruote, con 65 mila euro qualcuno è diventato proprietario di di 117 metri quadri. Con la legge 560 ben 325 romani hanno avuto una casa a prezzi che superano di molto il 50 per cento del prezzo reale.
Il dossier, che affaritaliani.it anticipa in esclusiva, nei prossimi giorni verrà trasmesso al presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti da Donato Robilotta, ex consigliere regionale, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio e coordinatore dei Socialisti Riformisti. “Da qeesti documenti – spiega Robilotta – si vince senza ombra di dubbio come un intero patrimonio pubblico di migliaia di appartamenti ubicati in zone di pregio viene svenduto a pochi spiccioli, persino a famiglie che hanno un reddito di molto superiore a quello di accesso per le case popolari. Sono anni che tutti dicono che bisogna cambiare le norme ma tutto resta come prima”.
Ciò che chiede Robilotta è di bloccare la svendita del patrimonio Ater e di cambiare al più presto la legge, ispirandosi a veri principi di trasparenza. Insomma, oltre a una rivalutazione catastale che eviti l’acquisto di una casa in zone di pregio a prezzi ridicoli, anche una modifica della legge che obblighi l’Ater a rendere pubblici gli elenchi di tutti gli assegnatari, gli immobili in vendita e i redditi dei proprietari.

donato robilotta


Spiega Robilotta: “Nel 2007 la giunta Marrazzo, dopo una campagna stampa su svendopoli e affittopoli, prima bloccò il piano di vendita delle case ater di Roma e poi presentò una proposta di legge per modificare la legge regionale, art. 48 lr 27/2006, che prevede che il prezzo delle case popolari sia costituito dalla rendita catastale moltiplicata per 100. L’intento era quello di non farsi scavalcare da una mia proposta di legge che prevedeva la vendita a prezzo di mercato delle case in zona di pregio. Dopo oltre un anno di lavoro la commissione presieduta da Giovanni Carapella approvò nel Febbraio del 2008 un testo che andava in questa direzione, ma il testo venne bloccato dalla maggioranza e non arrivò mai in Consiglio prima del suo scioglimento. Nel 2010 all’indomani di una campagna stampa su affittopoli la giunta Polverini annunciò ai quattro venti la istituzione di una commissione per la modifica della legge. La legislatura è finita ma della modifica nessuna traccia”.
Quindi l’appello: “Ora siamo all’inizio di una nuova legislatura e mi auguro che la giunta e il Consiglio affrontino serenamente la discussione e possano ripartire dal testo Carapella che con qualche piccola modifica va bene per bloccare la svendita del patrimonio immobiliare Ater”.


(1- continua)

L’elenco degli appartamenti venduti nel 2006

L’elenco degli appartementii venduti nel 2007