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Autisti senza stipendio e no gasolio. Il trasporto pubblico al collasso

Il gestore privato lancia l’allarme e scrive al sindaco per il mancato rispetto del contratto: “Senza soldi Impossibilità di erogare regolarmente gli stipendi del mese corrente e difficoltà di approvvigionarsi di carburante con evidenti probabili ripercussioni sulla regolarità del servizio gestito”

Altro che Salva-Roma e “blocco la città”. Come pronosticato dai più attenti analisti economici, la Capitale si ferma da sola, senza che Marino possa far nulla. Il primo pezzo è il trasporto e la prima vittima dei conti disastrati è la Roma Tpl, il privato che gestisce oltre 28 milioni di chilometri del servizio di trasporto pubblico che, per la seconda volta alza le mani in segno di resa.
Niente soldi da Atac come previsto dal contratto e niente stupendi nel mese di marzo, con l’incubo di non avere sufficiente credito bancario per pagare il gasolio. La lettera che i manager hanno scritto al Comune è l’esempio delle relazioni che il sindaco tiene con le aziende private che forniscono servizi: “
“Impossibilità di erogare regolarmente gli stipendi del mese corrente e difficoltà di approvvigionarsi di carburante con evidenti probabili ripercussioni sulla regolarità del servizio gestito”.
E’ questo l’allarme lanciato in una lettera inviata da Roma Tpl, firmata dal presidente Antonio Pompili e dall’Ad Luciano Vinella, e indirizzata al sindaco di Roma, assessore ai Trasporti, direttore del Dipartimento mobilità e all’ad Atac, che ha come oggetto: “Appalto per il servizio della rete periferica del tpl per circa 28 mil. km/anno e per un periodo di durata contrattuale di 8 anni”.
Spiegano Vinella e Pompili: “Facendo seguito alla ns n. 982 del 24 gennaio u.s. e alle altre comunicazioni nelle quali vi abbiamo esternato le nostre criticità finanziarie per le quali si era richiesto, nelle more della definizione degli accordi, almeno un primo pagamento da parte di Atac Spa di 1,8 milioni di euro al solo fine di poter corrispondere le competenze stipendiali ai circa 2000 addetti del consorzio e considerata – si legge nel testo – la totale assenza di concreti riscontri alle nostre istanze e del continuo differimento degli appuntamenti concordati per affrontare le suddette criticità, ci troviamo costretti a confermare l’impossibilità di erogare regolarmente gli stipendi del mese corrente, cosa per noi eccezionale che poteva essere scongiurata”. “E’ evidente – continua la lettera – che ciò potrà creare reazioni da parte del personale. Vi significhiamo inoltre che il perdurare di tale situazione metterà l’azienda nella difficoltà di approvvigionarsi di carburante con evidenti probabili ripercussioni sulla regolarità del servizio gestito. Vogliate prendere atto della nostra assoluta necessità di definire con la massima celerità gli accordi con Atac/Roma Capitale che dovevano essere individuati entro la fine di febbraio”.