L’aumento delle popolazioni attestatesi abitativamente nei quartieri limitrofi alla città Capitale fa vivere ai cittadini che le compongono la quotidianità sprovvisti di ogni servizio e nella carenza di presenza delle forze di polizia, siano esse statali o locali, in modo da non garantire la sicurezza a quegli stessi cittadini, tanto che essi sono costretti a vivere limitati nelle libertà giornaliere, a non uscire dopo le otto di sera e, perfino, a montare la guardia ai propri beni per preservarne il legittimo possesso.
Le forze di polizia dello Stato, carenti di organico ed impegnate contro la grande criminalità, non riescono a sopperire alle necessità della collettività che chiede sempre più la capillare presenza “del tutore dell’ordine” sul territorio che fungerebbe da inconfutabile deterrente al proliferare della microcriminalità risultando, nel contempo, un notevole intralcio allo svolgersi dei loschi traffici e delle azioni illecite da cui quella stessa microcriminalità trae indubbio sostentamento.
In tale contesto appare collocarsi idealmente la figura dell’agente di Polizia Municipale che ormai da oltre mezzo secolo ha progressivamente maturato la fondamentale esperienza di profondo conoscitore delle abitudini e dei disagi di porzioni del territorio comunale cui comunque anch’egli appartiene, superando in questo senso anche la logica della cosiddetta organizzazione del lavoro centralizzata.
Se il Sindaco fossi io, potenzierei questa tipologia di Polizia Locale negli organici, la professionalizzerei ulteriormente e la doterei tecnologicamente al fine di svolgere le dovute mansioni di sicurezza e di controllo del territorio inoltre garantirei alla stessa il necessario supporto organizzativo dell’ente per i compiti derivanti dalla criticità e dal territorio assegnato.
Se il SINDACO fossi io, istituirei subito il “vigile di quartiere” in tutti i Municipi della Capitale, che dovrebbe avere soprattutto due funzioni :quella assistenziale, comprendente l’aiuto al cittadino in senso lato, e quella preventiva che si può riassumere nella prevenzione delle azioni illecite, nel controllo della delinquenza e nella protezione dell’esercizio delle libertà pubbliche.
Se Il SINDACO fossi io creerei un nucleo di polizia municipale cinofilo e a cavallo composto da pattuglie di operatori ben addestrate da impiegarsi per il controllo dei parchi, ville, giardini pubblici e aree verdi garantendone così una maggiore vivibilità per le persone che ne usufruiscono, nonché riducendo notevolmente il verificarsi di atti vandalici, di incendi e di furti di opere d’arte.
Se il SINDACO fossi io, formerei un nucleo di polizia municipale ferroviaria per fronteggiare tutte le forme di illegalità presenti presso le stazioni delle metropolitane o sugli automezzi pubblici.
Se il SINDACO fossi io, istituirei un fondo per il finanziamento degli impianti di sicurezza per gli esercizi commerciali come presidio tecnico per ostacolare il dilagare della micro e macro criminalità.
Se il SINDACO fossi io, ostacolerei in tutti i modi utilizzando chiaramente la polizia locale per ridurre il fenomeno dello spaccio di droga nelle scuole medie, inferiori e superiori cercando di evitare che gli studenti stessi vengano coinvolti nello spaccio diventando conseguentemente pushers e consumatori.
Se il SINDACO fossi io, garantirei maggiore sicurezza rendendo migliore l’illuminazione pubblica mediante progetti mirati, d’intesa con ACEA ed ENEL, per portare la luce ove la mancanza della stessa è causa principale di incidenti stradali e criminalità diffusa.
In questo senso appare più che sensato che il Regolamento del Corpo definisca con chiarezza le modalità organizzative del servizio comunque prevedendo che il “vigile di quartiere” si costituisca come un nucleo composto da almeno due unità, partendo dal principio che per una efficace azione dei nuclei appare sostanziale l’individuazione da parte dei sindaci e dei presidenti di municipio delle priorità d’intervento sul territorio affinché la percezione del servizio abbia un suo oggettivo riscontro.
A titolo esemplificativo, comunque nella funzione assistenziale, vengono ricompresse più attività quali ad esempio:
1) l’informazione generale di ogni tipo che venga richiesta e che si reputi opportuno fornire in determinate circostanze;
2) l’assistenza ai malati, agli infortunati, ai diversamente abili, agli anziani, ecc. se del caso con il relativo trasferimento ai centri di assistenza specifica;
3) l’aiuto ai minori smarriti, abbandonati o scappati di casa;
4) la risoluzione di piccoli conflitti che si verificano sempre nella convivenza cittadina tra persone, cooperando affinché si arrivi ad una composizione pacifica tra le parti;
5) la collaborazione con gli organismi preposti al reintegro sociale dei delinquenti e dei gruppi degli emarginati;
6) l’orientamento della gioventù, residente in zone a rischio, verso gli organismi sociali di assistenza come nei casi di tossicodipendenza, alcolismo e disadattamento sociale;
7) gli aiuti e l’assistenza a qualsiasi tipo di catastrofe, calamità pubblica o sinistri, ecc.
Si può quindi affermare che il Nucleo di Quartiere dovrà sempre tener presente nella sua funzione assistenziale il concetto fondamentale che il suo lavoro è di servizio pubblico al cittadino, in un ambito territoriale relativamente ristretto in diretto e permanente contatto con ogni esigenza della popolazione.
Dentro la funzione di tipo preventivo, infine, bisogna includere tutte le mansioni di tipo generale che la legge, i regolamenti e le ordinanze attribuiscono alla Polizia Municipale specificamente o come collaborazione con i restanti Corpi e Forze di sicurezza di cui alcune funzioni specifiche consistono in:
a) perseguimento di qualsiasi persona o gruppo che contravvengono alla legge;
b) rapporto con i giudici;
c) vigilanza in materia di traffico;
d) controllo in materia di attività commerciali e pubblici esercizi;
e) controllo in materia di commercio ambulante;
f) controllo in materia di attività ricettiva in genere;
g) vigilanza in materia urbanistica ambientale;
h) presidio del territorio quale opera di prevenzione rispetto ai “reati di strada”;
i) vigilanza nelle scuole contro la tossicodipendenza e le devianze minorili;
j) controllo della prostituzione nelle pubbliche vie;
k) vigilanza e controllo dei nuclei emarginati, sia costituiti da popolazione nazionale che da stranieri;
l) informazione su qualsiasi situazione anomala che possa alterare la sicurezza e la convivenza cittadina;
m) vigilanza, monitoraggio e controllo di qualsiasi deficienza che venga osservata nei servizi pubblici che possono alterare la normalità del convivere civile, nonché, risolvere ogni pericolosità verificatasi sul manto stradale, sui marciapiedi e sulle facciate degli edifici.
Se il SINDACO fossi io, ridurrei al minimo indispensabile l’impiego degli “ausiliari del traffico”, riconducendo nel giusto alveo giuridico-legislativo le loro mansioni ed utilizzandoli all’interno dei parcheggi a pagamento in modo da evitare gli interventi a pioggia esclusivamente repressivi e poco risolutori delle emergenze del traffico e sottoponendo il loro operato alla stretta sorveglianza della Polizia Municipale.
Se il SINDCO fossi io, attuerei il piano parcheggi previsto dal Codice della Strada che prevede l’obbligo per i Comuni di Istituire insieme ai parcheggi a pagamento (striscie blu) altrettanti parcheggi liberi (striscie bianche) per mitigare lo strozzinaggio di “tassa giornaliera da parcheggio” e rendere ai cittadini il ritorno del diritto di usufruire , a scelta, (pagamento o non) del parcheggio della propria autovettura nel Quartiere uartiere dove vive e lavora.
Se il SINDACO fossi io, passerei ad una politica concertativa locale per l’attivazione di protocolli d’intesa con il competente Ufficio territoriale del governo in cui il prefetto, partendo dalle caratteristiche morfologiche e strutturali del territorio, nonché da dati storici, provveda a costituire una sorta di “consigli di sicurezza” in ambito Regionale in cui in modo paritetico le forze di polizia statali i sindaci ed i Presidenti delle Provincie per il tramite delle Polizie Locali possano relazionare e programmare le politiche d’intervento in relazione alle specificità dei singoli territori.
In tal modo i cittadini ed i turisti avranno un valido punto di riferimento per ogni loro necessità di informazione, di sicurezza, di aiuto e, persino, di soccorso.
Insomma, il “vigile di quartiere” dovrebbe rappresentare l’anello di congiunzione tra cittadini e istituzione nell’ottica di una sicurezza veramente “pubblica”.
Se il SINDACO fossi io, riorganizzerei totalmente la viabilità e la segnaletica. Eliminerei la stragrande maggioranza degli impianti semaforici sostituendoli con dei semplici adeguamenti del senso di marcia , con piazzole rotatorie, costituirei Isole pedonali a “macchia di leopardo” in tutto il territorio cittadino e un sistema di viabilità incentrato sulla individuazione di vere e proprie arterie di scorrimento laddove siano totalmente impedite le soste e siano limitate le intersezioni delle correnti di traffico in modo da rendere più scorrevoli le nostre strade ed abbattere totalmente l’inquinamento dell’aria dai Quartieri dove la Gente vive e lavora.
Luigi Marucci, presidente Nazionale OSPOL – C.S.A.
