Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Attualità » Baggio-Maradona, la pace dei numeri 10. E all’Olimpico “appare” Papa Francesco

Baggio-Maradona, la pace dei numeri 10. E all’Olimpico “appare” Papa Francesco

Baggio-Maradona, la pace dei numeri 10. E all’Olimpico “appare” Papa Francesco
Una notte di stelle per la prima edizione della partita interreligiosa in nome della tolleranza. Se il tabellino recita un tennistico 6 a 3, in campo e sugli spalti è una vera festa dello sport. Ma il boato dei ventimila è solo per uno dei protagonisti

 

di Alberto Berlini

Per molti giocatori è stato un sogno che si è realizzato: per il pubblico sugli spalti dello Stadio Olimpico e davanti al televisore una festa degli occhi e del calcio. Due squadre in campo, due numeri dieci per parte con la stessa casacca: Baggio-Maradona in completo scuro, Del Piero-Valderrama in chiaro. Con loro una rosa di “stelle” del pallone provenienti dai 4 angoli del mondo e convocati a Roma da Papa Francesco per la prima edizione della Partita interreligiosa per la Pace, ed è stato spettacolo vero.

Diciamolo subito: i cori erano tutti per uno solo, Diego Armando Maradona che a scapito degli anni e di una forma non proprio al top ha fatto sognare i ventimila spettatori di una notte di beneficenza trasmessa in diretta in tutto il mondo. Spetta al “padrone di casa” Juan Iturbe il compito di aprire le marcature, ma è il gioco tra i due numeri dieci in divisa blu a catalizzare l’attenzione del pubblico che scoppia nel primo vero boato quando Maradona lancia il “divin codino” a tu per tu con Gianluigi Buffon. Un 2 a 0 che vale già il prezzo del biglietto.

Il tabellino della partita alla fine dei novanta minuti recita un tennistico 6 a 3 per i Pupi, la squadra con il nome della fondazione benefica di Javier Zanetti guidata alla vittoria prima da un rigore del “golden boy” Shevchenko, poi dalla tripletta di Icardi. Ma il dato più significativo è la risposta all’appello di Papa Francesco con le ventimila persone che hanno sfidato una serata quasi autunnale.

Una festa dello sport in nome della tolleranza come testimoniato dal gesto simbolico dell’albero di olivo piantato all’Olimpico ad inzio partita dai rappresentati delle religioni del mondo. Ma il primo boato è per Papa Francesco che ha affidato il suo saluto con un videomessaggio trasmesso dai maxi schermi: “Nessuno gioca la propria partita, ma insieme giochiamo la partita più importante, quella per la Pace”. E sugli spalti le bandiere del Vaticano, e di Iran, Palestina, Argentina e Italia una accanto all’altra.
“Bellissima e utile questa iniziativa – commenta Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori – Non è vero che il calcio è solo spettacolo. Spesso ci si dimentica invece di quanto forte sia l’immagime che lo sport dà al mondo. Il Papa ci invita a impegnarci per evitare le discriminazioni e le violenze di ogni tipo. Il calcio può riuscirci benissimo”.

“Per noi è un grande onore partecipare ad un evento unico come la Partita per la Pace – ha dichiarato Maurizio Botta, Amministratore Delegato di 3M in Italia, azienda leader nel mondo nel campo dell’innovazione e della tecnologia e partner della Partita della Pace – Crediamo nella promozione di tutti i valori che aggreghino ed integrino culture e religioni differenti e, come azienda globale, sosteniamo tutte le iniziative che favoriscono il dialogo e l’incontro tra persone di tutto il mondo”.

I 400 mila euro raccolti grazie all’ sms solidale del numero 45593, insieme all’incasso della gara promossa da Papa Francesco attraverso l’ente educativo cattolico Scholas Occurrentes assieme all’associazione Pupi onlus fondata dall’ex calciatore argentino Javier Zanetti, sarà devoluto al finanziamento del progetto “Un’alternativa di vita”, che offrirà a migliaia di bambini e ragazzi di Buenos Aires un sostegno concreto per lo sviluppo di una rete di scuole.

Mentre la festa continuava sugli spalti in campo si sono visti sprazi di calcio vero, con Maradona che ha giocato per tutti e novanta i minuti, lanciando un “buffetto” verbale a fine primo tempo a Totti, il grande assente di una serata insieme all’infortunato Messi. Così mentre tanti papà sugli spalti spiegavano ai loro bambini chi fossero un tempo quei campioni in campo la serata è scivolata via verso il fischio finale, simbolicamente duplice e non triplice come spiegato dagli organizzatori, perchè quella per la pace è una partita che non finisce mai.

maradona

Ma Diego si arrabbia con Icardi: “Sono incaz…”

 

violetta 2Guarda la galleryVioletta canta “Imagine” e incanta l’Olimpico