Presentati in Campidoglio sette concerti a Piazza di Siena, 44 anni dopo lo storico Alé-oó. Poi il GrandTour e l’addio ai grandi palcoscenici.
Claudio Baglioni ha cantato praticamente ovunque, dagli stadi alle carceri, dagli ospedali agli autobus. Gli manca qualche cortile condominiale, ma potrebbe rimediare. Perché dopo quasi sessant’anni di canzoni, milioni di dischi e generazioni sentimentalmente compromesse dai suoi ritornelli, il cantautore romano ha un ultimo desiderio: tornare a Centocelle, dove tutto è cominciato.
Lo ha raccontato in Campidoglio, durante la presentazione di Che notte è questa!, davanti al sindaco Roberto Gualtieri. E alla proposta di diventare direttore artistico di Sanremo ha preferito, scherzando, la poltrona di sindaco di Roma. Almeno per ventiquattr’ore.

Quarantaquattro anni dopo, Piazza di Siena torna a cantare
Il 24 ottobre Baglioni tornerà a Piazza di Siena, teatro nel 1982 dello storico Alé-oó, quando 250mila persone trasformarono Villa Borghese in un gigantesco karaoke sentimentale, prima ancora che qualcuno inventasse il termine.
Sette gli appuntamenti: 24, 25, 27, 28, 30 e 31 ottobre, oltre al primo novembre. Sul palco venti musicisti e quaranta canzoni rilette con nuovi arrangiamenti. Sarà l’avvio del GrandTour La vita è adesso, cinquanta concerti attraverso l’Italia, con approdo finale ai Fori Imperiali il 23 ottobre 2027.
Dai Fori Imperiali alla periferia: il cerchio si chiude a Centocelle?
Ma attenzione: l’addio ai grandi spettacoli non significa necessariamente l’ultimo concerto in assoluto. Baglioni immagina qualcosa di più intimo, magari proprio nel quartiere della sua adolescenza. Gualtieri lo ha invitato alle prossime inaugurazioni del parco di Centocelle. Il presidente del V Municipio, Mauro Caliste, ha immediatamente raccolto la suggestione, spalancando idealmente le porte del quartiere.
Del resto, Baglioni ha confessato che Roma continua a mettergli addosso una tensione particolare. Perché il pubblico romano, prima di applaudire, pretende sempre qualcosa in più. E forse sarebbe proprio questo il finale perfetto: dopo aver conquistato le piazze monumentali, tornare tra le strade dove un ragazzino cominciò a immaginarsi cantante. Senza effetti speciali, senza monumentalità. Soltanto Claudio, Centocelle e quella vecchia, incorreggibile voglia di cantare.


