Da fenomeno di costume a sport che ambisce a disciplina olimpica. Il Beach Tennis nasce in Italia, precisamente in Romagna tra la fine degli Anni ’70 e gli Anni ‘ 80, ed è arrivato a Roma per conquistare il mondo. E’ proprio per l’intuizione di alcuni imprenditori balneari, che hanno capito che dovevano offrire divertimenti per i loro clienti, che i “racchettoni” hanno trovato legittimità in uno sport da spiaggia, uno dei più popolari sula riviera romagnola, grazie anche al successo del tennis, il terzo sport più praticato al mondo, e che vanta in Italia circa 4 milioni di praticanti.
E se sulla riviera romagnola lo sport ha subito attecchito, ogni stabilimento conta almeno 6-7 campi, anche sul litorale romano, con un ritardo di una decina di anni, il beach tennis è esploso coinvolgendo tutta la Capitale, con campi al coperto per prepararsi durante l’inverno, all’esplosione dell’estate. Ragazzi, bambini, dilettanti ed atleti professionisti, il mare di Roma è ormai pronto per questo sport, più veloce del tennis, più spettacolare del volley, e che viene praticato in California, in Brasile, perfino alle Hawaii.
Si gioca alla Vela di Susanna Corti, impianto balneare diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti della disciplina, dove si allenano ragazzi anche in preparazione per le competizioni agonistiche, ed i bambini che trovano nel mare, un altro modo per crescere e divertirsi. Sul litorale romano si gioca al Sunset, al Mami e all’Hakuna Matata dove alla School of Beach Tennis insegna il Campione del Mondo, Marco Garavini.
Così il ravennate e trapiantato a Roma da tre anni, parla ad Affaritaliani, alla luce della sua vittoria in finale mondiale, tre settimane fa al Bagno Delfino, Pinarella di Cervia: “Sul litorale romano, negli ultimi 7-8 anni le iscrizioni alle scuole e ai tornei si sono quadruplicate, sono in tanti a voler imparare, qui ci sono corsi per tutti i livelli, dai dilettanti fino alla preparazione degli atleti per le competizioni internazionali. Si allenano qui a Roma giocatori che hanno partecipato quest’anno ai Campionati italiani indoor a Rimini e outdoor a Catania. Anche se il livello all’estero sta crescendo, i più forti nel mondo sono ancora proprio gli italiani. Sarebbe bello, trovare il Beach tennis tra le discipline olimpiche di Brasile 2016.
Continua Marco Garavini: “Il Beach Tennis è una disciplina che obbliga a sforzi intensi e che coinvolge muscoli e riflessi. Richiede una preparazione costante, per questo non è più uno sport estivo che si pratica da maggio fino a settembre. Il futuro sono le strutture al coperto, che permettono di evitare traumi, distorsioni, causate dal freddo e dall’umidità, consentendo di prepararsi alle competizioni estive sulle spiagge. E’ inoltre una disciplina anomala in cui, se ci si allena bene e si segue la preparazione, si può competere fino a 40 anni. Negli altri sport dopo i 30 anni, quando si avverte il declino fisico, solitamente si tende ad abbandonare”.

