Prezzi in calo, compagnie che moltiplicano gli sconti e Governo pronto a cambiare il meccanismo fiscale dal 6 ottobre. Ma quanto durerà la tregua? Ecco il manuale pratico per spendere meno: dalla guida alle gomme, fino alla quantità di carburante da mettere nel serbatoio.
Finalmente qualche buona notizia alla pompa. Benzina e gasolio stanno arretrando, grazie alla combinazione tra interventi fiscali e iniziative delle compagnie petrolifere, che nelle ultime giornate hanno dato vita a una vera corsa al contenimento dei listini.
La prima mossa importante è arrivata da Eni-Enilive, con un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il diesel, inizialmente previsto per almeno un mese. IP-Socar ha seguito applicando progressivamente gli stessi livelli in parte della propria rete, mentre Q8, dal primo ottobre, ha introdotto per 30 giorni un proprio price cap, con modalità modulari a seconda dei punti vendita.
Ultima in ordine di tempo Tamoil, che ha annunciato misure di contenimento dei prezzi fino al 31 ottobre. Con il suo ingresso, le reti che hanno aderito alle iniziative di calmierazione rappresentano ormai una parte molto rilevante dei distributori italiani.
Lo sconto fiscale sul gasolio ha una scadenza
Diverso il capitolo Governo. L’attuale riduzione fiscale sul gasolio, pari nell’ultima fase a circa 6 centesimi al litro, resterà in vigore fino al 5 ottobre compreso. Dal 6 ottobre l’esecutivo punta invece sul meccanismo delle accise mobili, legando gli eventuali interventi all’andamento dei prezzi energetici.
La tregua, insomma, non è necessariamente destinata a durare. E proprio per questo diventa importante intervenire anche sull’unica variabile che l’automobilista può controllare direttamente: quanto carburante consuma.
Il primo risparmio è nel piede destro
Accelerazioni violente e frenate continue fanno salire i consumi. Meglio una guida fluida, anticipare semafori e rallentamenti e mantenere, quando possibile, una velocità regolare.
Fondamentale anche controllare la pressione degli pneumatici: gomme sgonfie aumentano la resistenza al rotolamento. Via anche pesi inutili dal bagagliaio, portapacchi e box da tetto quando non servono: tutto ciò che rende l’auto più pesante o meno aerodinamica si paga alla pompa.
Aria condizionata o finestrini?
Alle basse velocità aprire i finestrini può evitare il consumo del climatizzatore. A velocità elevate, invece, i finestrini spalancati peggiorano l’aerodinamica. La soluzione migliore resta utilizzare l’aria condizionata con moderazione, evitando temperature esageratamente inferiori a quella esterna.
Anche le soste hanno il loro peso: quando sono prolungate, lasciare inutilmente acceso il motore significa semplicemente bruciare carburante restando fermi.
Meglio 10 euro alla volta o fare il pieno?
Qui cade uno dei piccoli miti dell’automobilista. Fare il pieno aumenta leggermente il peso dell’auto, ma il vantaggio di viaggiare sempre con pochissimo carburante è trascurabile. Non esiste quindi una vera convenienza nel fermarsi continuamente per mettere pochi euro.
Anzi: arrivare sistematicamente in riserva profonda non è una buona abitudine. Nelle auto moderne la pompa del carburante è generalmente all’interno del serbatoio e il carburante contribuisce a raffreddarla e lubrificarla. Viaggiare ripetutamente quasi a secco può quindi favorirne il surriscaldamento e ridurne la durata. AAA consiglia, come regola prudenziale, di fare rifornimento intorno a un quarto di serbatoio.
C’è poi il filtro carburante. Eventuali depositi e impurità presenti nel serbatoio possono finire sotto maggiore stress quando si insiste a viaggiare con pochissimo carburante, caricando maggiormente filtro e sistema di alimentazione. Arrivare una volta con la spia accesa non significa danneggiare il motore, ma trasformare la riserva in una normale modalità di guida può accorciare la vita di alcuni componenti.
Meglio dunque rifornimenti normali o anche il pieno completo, senza aspettare ogni volta l’ultima goccia. E quando la pistola scatta automaticamente, inutile insistere per aggiungere ancora carburante.
Quanto durerà la tregua?
È la vera domanda. Le compagnie hanno fissato per ora scadenze limitate e il 5 ottobre terminerà anche l’attuale riduzione fiscale sul diesel. Petrolio, disponibilità dei prodotti raffinati, cambio euro-dollaro e tensioni internazionali possono modificare rapidamente il quadro. Il miglior “sconto”, allora, rimane quello che non ha una data di scadenza: guidare in modo da percorrere più chilometri con ogni litro acquistato.


