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“Bilancio inadeguato”. L’ira dei sindacati

Incassato il via libera definitivo del Senato alla conversione in legge del decreto “Salva Roma”, Marino ha presentato la manovra previsionale per il 2014 incassando però subito la bocciatura di Cgil, Cisl e Uil

“E’ una manovra completamente inadeguata rispetto ai bisogni di questa citta’. E’ una manovra che va assolutamente cambiata”. Cosi’ Mario Bertone, segretario Cisl Lazio, al termine dell’incontro con il sindaco Marino che ha illustrato ai sindacati la manovra di Bilancio 2014.  A rincarare la dose il segretario Cgil Roma, Claudio Di Berardino: “Questo e’ un bilancio che non risponde ne’ ai vecchi ne’ agli attuali problemi”, mentre Bombardiere della Uil rilancia lo sciopero per il prossimo 6 maggio.

Le principali novità della manovra del Campidoglio erano state illustrate dal sindaco Ignazio Marino: previsto un taglio della spesa corrente di 117 milioni di euro, senza intaccare i fondi per i municipi. Anche l’Irpef non verà alzata e, secondo i piani del Comune, non la pagheranno 530mila romani rispetto allo scorso anno. Infine, sulla seconda casa che i genitori danno ai figli, in comodato, non verrà pagata la Tasi.

Il patto di stabilità, previsto dal cosidetto decreto Salva-Roma, convertito definitivamente in legge dal Senato con 132 voti favorevoli, 71 contrari e 9 astensioni, blocca 254 milioni di euro di investimenti. Il Campidoglio conta di incassare circa 3 miliardi dalle entrate tributarie, mentre i contributi e trasferimenti correnti dello Stato ammontano ad oltre 870 milioni di euro. Per far cassa si conta su quasi un miliardo di euro di entrate derivanti da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossione crediti.

A far discutere il capitolo spese dove, per il personale capitolino è contemplato un esborso di poco piu’ di 1 miliardo, che pesa sul bilancio per il 21,46%. Tolte le altre uscite per le prestazioni di servizi restano poco più di 2,7 miliardi di euro.