Il 5 novembre Bob Dylan farà tappa al Palazzo dello Sport di Roma con il suo Rough and Rowdy Ways Tour. Tassativamente vietati telefoni e registrazioni durante il concerto: un ritorno che celebra uno dei più grandi artisti della storia della musica, Premio Nobel per la Letteratura e autore che ha cambiato il linguaggio della canzone contemporanea
Col menestrello di Duluth l’appuntamento al Palazzo dello Sport
Roma si prepara ad accogliere una leggenda vivente. Il 5 novembre Bob Dylan, nato a Duluth nel 1941, salirà sul palco del Palazzo dello Sport per l’unica data nella Capitale del suo nuovo passaggio italiano, inserito nel Rough and Rowdy Ways Tour. Prima di Roma il cantautore americano si esibirà a Milano il 2 novembre, mentre il 7 novembre sarà la volta di Bologna.
L’annuncio degli organizzatori D’Alessandro e Galli ha immediatamente acceso l’interesse dei fan. La prevendita esclusiva riservata agli ascoltatori di Virgin Radio scatterà lunedì 20 luglio alle ore 11, mentre la vendita generale prenderà il via mercoledì 22 luglio, sempre alle 11, attraverso TicketOne.
Niente smartphone: Dylan difende il rito del concerto
Chi assisterà allo spettacolo dovrà però rinunciare a una delle abitudini più diffuse degli ultimi anni: immortalare ogni momento con il telefono. Anche questa volta Dylan conferma la formula del Phone Free Show. Gli spettatori potranno entrare con lo smartphone, ma dovranno riporlo in una speciale custodia sigillata, che resterà chiusa per tutta la durata dell’evento. Una scelta ormai diventata il marchio di fabbrica del cantautore, convinto che un concerto debba essere vissuto con gli occhi e con le orecchie, non attraverso uno schermo. Nessun video da pubblicare sui social, nessuna diretta improvvisata: solo musica e ascolto. Ma non tutti sono d’accordo.
Il Nobel che ha cambiato la storia della canzone
Ridurre Bob Dylan a una rockstar sarebbe un errore. Il cantautore di Blowin’ in the Wind, Like a Rolling Stone e The Times They Are A-Changin’ ha ridefinito il ruolo stesso della canzone, trasformandola in letteratura, poesia civile e racconto del proprio tempo. Il Premio Nobel per la Letteratura assegnatogli nel 2016 ha rappresentato il riconoscimento di un’influenza culturale che da oltre sessant’anni supera i confini della musica.

Il nuovo tour prende il nome da Rough and Rowdy Ways, l’album del 2020 accolto come uno dei vertici della sua produzione più recente e capace di dimostrare, ancora una volta, come Dylan continui a reinventarsi senza inseguire le mode. La pubblicazione più recente resta invece The Bootleg Series Vol. 18: Through the Open Window, 1956-1963, uscita nel 2025. Per Roma sarà dunque molto più di un concerto: sarà l’incontro con uno degli artisti che hanno contribuito a cambiare il modo di scrivere, ascoltare e persino pensare la musica del Novecento.

