Dalla illegittima elezione della prima Presidenza al caos sulle liste per la Città metropolitana, dal disastro politico sulle elezioni provinciali di Frosinone e Latina all’azzeramento della segreteria a ottobre: il Pd Lazio è stato questo negli ultimi mesi.
“Polemiche autoreferenziali senza nessuna iniziativa politica” dichiara Marco Guglielmo, già candidato alla segreteria del Partito. “Avevamo richiesto che si convocasse con urgenza un’Assemblea regionale; la richiesta era stata accolta, ma poi l’assemblea è stata rinviata a data da destinarsi, per permettere al Vicesegretario nazionale Guerini di partecipare – prosegue – Sembra però, che nel mentre il vicesegretario Guerini abbia trovato il tempo di organizzare una riunione di quelle ‘vecchio stile’, a cui sarebbero stati invitati un nugolo di ‘capicorrente’. E’ questa la nuova politica a cui si ispira la Segreteria nazionale? A noi sembra la solita vecchissima storia: dibattito nel merito pressoché nullo, responsabilità quando si commettono errori non pervenute”.
“Sarà una riunione di “caminetto” tra qualche capobastone a dare nuova vita al Pd Lazio? E’ legittimo chiedere su quali dannati principi politici si costruiscono e smontano, restringono e allargano, i confini della maggioranza nel Pd Lazio? Eppure ce ne sarebbero, di argomenti. Vorremmo un confronto sul Piano casa da poco (ri)approvato in Regione, un dibattito sul piano sanitario; vorremmo capire quali sono le posizioni del Partito sui trasporti e sui rifiuti.
Vorremmo risposte sulla nostra richiesta di iniziativa per un tesseramento pulito, sugli strumenti di partecipazione per iscritti e elettori; vorremmo capire quando si apre la discussione per una legge elettorale regionale che permetta la pari rappresentanza di genere. E ancora, vorremmo capire cosa ne pensano i nostri elettori sul jobs act, sullo ‘sblocca Italia’, sulle riforme costituzionali, ad esempio organizzando dei referendum aperti al popolo delle primarie.
Ma, ahinoi, ne sono successe troppe, e tutte uguali, per sperare che con questa direzione ci sia una qualunque risposta a queste richieste. Per questo chiediamo al segretario Melilli di dimettersi, per aprire un nuovo Congresso per il Pd Lazio, con primarie aperte, in un tempo suffciente a permettere una discussione ampia e profonda con i nostri iscritti ed elettori.
Vogliamo presto, prestissimo, un’assemblea per discuterne; perché il mondo attorno a noi corre, e siamo sinceramente stanchi di stare a guardare questo risiko insopportabile di una politica che pensa e parla solo a sé stessa”.
