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Bus periferici: lavoratori senza stipendio, il Comune prende tempo

Trasporto periferico romano ancora nel caos: BIS anticipa gli stipendi degli addetti alle pulizie, ma una ventina di manutentori attende mesi di arretrati. Criticità anche sui fondi sanitari e pensionistici.

Bus periferici: lavoratori senza stipendio, il Comune prende tempo

Nel trasporto pubblico delle periferie è caos pagamenti. BIS anticipa le retribuzioni agli addetti alle pulizie, mentre una ventina di manutentori aspetta ancora gli arretrati. E i sindacati denunciano anche il blocco dei versamenti ai fondi integrativi.

A Roma gli autobus delle periferie devono possibilmente circolare, essere puliti e non perdere pezzi per strada. Che poi chi li ripara e li tiene in ordine riceva regolarmente lo stipendio sembra diventato un dettaglio amministrativo. L’ennesima puntata del trasporto pubblico capitolino racconta di lavoratori costretti ad aspettare bonifici che, evidentemente, viaggiano più lentamente dei mezzi nelle ore di punta.

La fotografia arriva dalla commissione Mobilità del Campidoglio del 9 ottobre, presieduta da Giovanni Zannola, con sindacati e rappresentanti di BIS, una delle società che gestiscono il servizio periferico.

Gli stipendi? Arrivano con il prossimo autobus. Forse

Qualche spiraglio per gli addetti alle pulizie del deposito Maglianella. Dopo un contenzioso con la ditta appaltatrice e la risoluzione del contratto, BIS anticiperà le retribuzioni. Dal 4 novembre subentrerà un nuovo operatore.

Per gli autisti, l’azienda ha annunciato l’avvio dei pagamenti. Ma resta aperto il capitolo dei fondi integrativi: ritardi nei versamenti a TPL Salute hanno temporaneamente bloccato le prestazioni, mentre per il fondo pensionistico Priamo mancherebbero contributi da circa dodici mesi.

BIS collega il saldo degli arretrati previdenziali all’incasso di fatture ancora dovute dal Dipartimento Mobilità. Insomma, una catena di pagamenti nella quale l’ultimo anello è sempre il lavoratore.

Manutentori dimenticati: lavorare subito, incassare chissà

La situazione più pesante riguarda una ventina di addetti di TPL Bus Service, società esterna che cura la manutenzione dei mezzi BIS. Aspettano luglio, agosto e quattordicesima, temendo ritardi anche per settembre. Il consigliere Fabrizio Santori ha annunciato un accesso agli atti per chiarire le responsabilità. Intanto non esiste una data certa per i pagamenti. Una situazione critica: si pretende efficienza da un servizio pubblico mentre chi ne garantisce il funzionamento deve interrogarsi su come arrivare alla fine del mese.

A Roma si discute continuamente di mobilità sostenibile. Sarebbe già un progresso rendere sostenibile la vita di chi gli autobus li fa funzionare.