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C’erano una volta gli appunti dei secchioni. Con un app c’è l’audiolezione. Gratis

Dal 27 ottobre sul sito studentiallaterza.it è on line l’applicazione che permette di scaricare e caricare le registrazioni di cui si è già in possesso. Un comitato di esperti vaglia il materiale che gli studenti possono fornire. Pronte Filosofia, Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenz

di Patrizio J. Macci

In principio c’erano gli studenti universitari “secchioni”, coscienziosi e con un’ottima grafia che trascrivevano puntigliosamente le parole del professore, spesso per risparmiare sul costo dei manuali che non potevano permettersi di acquistare. In alcuni corsi c’era addirittura l’obbligo di frequenza e di firma. Lo studente non frequentante vedeva il proprio programma d’esame aumentato di almeno un volume.
Anche i più zucconi a forza di scrivere a mano finivano per imparare qualcosa. Sono in parecchi a ricordare le lezioni universitarie dell’eclettico professor Ferrarotti al Magistero; il docente, dando per scontato il contenuto dei manuali, si lanciava in accurate dissertazioni sulle partite del mondiale di scacchi tra Bobby Fischer e Boris Spasskij. Gli studenti terrorizzati prendevano appunti, quelli che non sapevano neanche muovere un pezzo perplessi cercavano qualcuno che gli facesse ripetizioni serali.
I docenti in genere facevano finta di non vedere, ma mentre spiegavano scrutavano da lontano i quaderni degli allievi; seguivano il lento procedere della penna sul foglio come il domatore con un felino che a piccoli passi veniva addomesticato. A quegli appunti mancava solo di essere copiati con una macchina da scrivere per tramutarsi in libri d’esame.
Trascrivendo le lezioni gli studenti si appassionavano a tal punto della materia da diventare (i migliori) prima assistenti, poi professori a loro volta. Negli Anni Settanta fioriva il mercato degli appunti, si narra di studenti che riuscivano a sbarcare il lunario e pagare la retta annuale unicamente con copie pazientemente trascritte a mano delle lezioni. Monaci amanuensi universitari. La nascita delle fotocopie dei libri prima e del registratore a cassette di dimensioni accettabili, ha finito per distruggere questa tradizione. Gli studenti affollavano le cattedre dei docenti con i loro apparecchi per catturare le parole, poi a casa trascrivevano pazientemente tra fruscii, click e risate la materia d’esame.
Di questo mondo non rimarrà che un ricordo. Dal 27 ottobre spingendo un bottone virtuale sul sito “studentiallaterza” dopo essersi registrati, si possono scaricare le lezioni alle quali non si è potuto partecipare oppure, se si è studenti lavoratori, seguire ugualmente i corsi. L’idea è di Enrico Pagano del sindacato universitario Studenti alla Terza. Ha creato una piattaforma apposita sulla quale è possibile scaricare e caricare le registrazioni di cui si è già in possesso. Un comitato di esperti vaglia il materiale che gli studenti possono fornire in maniera autonoma. Le lezioni al limite del “bootleg” con audio di pessima qualità, verranno inesorabilmente cestinate. Lo spirito è quello della condivisione del sapere e del risparmio. In tempi di crisi parecchi studenti hanno serie difficoltà anche a seguire fisicamente i corsi. Al momento le facoltà delle quali sono state caricate le lezioni sono: Filosofia, Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza ma il progetto è quello di coprire le materie di tutti e dodici dipartimenti dell’Università.
Lo step successivo, al quale si sta già pensando, è un’applicazione che permetta di avere su tablet e computer le lezioni come una compilation. Dall’orale al digitale completamente paper free.