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Caccia gli abusivi: licenziato. Sulle case Ater scoppia il caso

Renato Panella aveva firmato l’atto per mettere alla porta tutti gli inquilini che non avevano i diritti di occupare le case di edilizia popolare. Ma proprio nel giorno in cui veniva sgomberato anche l’ex marito di Renata Polverini, un decreto del commissario Modigliani dava il via alle procedure per un cambio di poltrona, la sua: è lo stesso Panella a denunciare “l’inusuale solerzia” con cui viene messo alla porta con due mesi di anticipo rispetto alla naturale conclusione del suo contratto

Aveva firmato il decreto di sgombero che aveva messo alla porta l’ex marito di Renata Polverini. Proprio nel giorno dell’azione di forza contro gli abusivi, un altro decreto, firmato questa volta dal commissario straordinario dell’Ater “sgombera” l’ufficio del direttore generale dell’istituto di edilizia popolare Renato Panella.

valigia sfratto

Una “inusuale solerzia” secondo lo stesso Panella che si vede sfilare la poltrona con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo contratto. Nel suo ufficio da ottobre siederà Claudio Rosi, come da provvedimento a firma del commissario Daniel Modigliani. “Cosa c’è dietro la nomina di Claudio Rosi, in quota Pd, già Consigliere dell’Ater del Comune di Roma?” si chiede il direttore generale dimissionato Renato Panella, sottolineando come ciò avvenga proprio mentre si dava avvio al suo programma di sgomberi in collaborazione con la Procura di Roma dopo anni di immobilismo.
Il direttore avanza il dubbio che proprio alcuni sgomberi eccellenti, come quello che ha visto protagonista l’ex marito della governatrici Polverini, possano aver causato la sua destituzione. “C’è qualcuno che si vuole opporre a tali scomode iniziative? E ancora – prosegue Renato Panella – quale rispetto c’è, nel prendere una decisione siffatta, dei basilari principi di trasparenza, regolarità e continuità dell’azione amministrativa? Ed infine, ci si è domandati che tipo di danni subirà l’ente nel risolvere un contratto al direttore generale due mesi prima della naturale scadenza? Chi pagherà questi danni? La sinistra, che da sempre si è dichiarata garante del rispetto dei principi di legalità e di trasparenza, si è resa conto che le iniziative meritevoli non hanno colore politico e che la rimozione solo a fini strumentali e politici, di un direttore che agisce nell’unico interesse dell’ente e della collettività, non può essere assolutamente accettata né fatta passare sotto silenzio?”.