Scroscio di applausi, abbracci, pacche sulle spalle e congratulazioni per il professor Eugenio Gaudio, il nuovo “Magnifico” della prima università della Capitale, in carica dal 1 novembre e per i prossimi sei anni. Circondati da studenti, docenti e personale amministrativo, il nuovo Rettore e quello uscente, Luigi Frati, inaugurano un gesto inconsueto e simbolico: lo scambio di cravatta e di spilla.
“Spilla in inglese si dice ‘pin’, – spiega scherzando Frati – come il ‘pin’ del codice di conto corrente. Io gliel’ho dato, come per dire, ora sono affari tuoi”. Frati ci tiene poi a sottolineare il fatto che il professor Gaudio “ha avuto il massimo del consenso tra gli studenti: questa è la cosa più seria di una elezione a Rettore per chi parla di rinnovamento. Il rinnovamento lo dettano gli studenti, non le cose tra professori e nemmeno la stampa”.
A chi gli chiede che eredità riceverà il nuovo Rettore, Frati replica: “Gli lascio un’Università importante, con il bilancio che ha raggiunto il pareggio strutturale; programmi edilizi in espansione; nessun soldo per la ricerca tolto alla ricerca, ma anzi un’espansione anche di quest’ultima. La competitività è importante e credo che, tutti insieme, riusciranno a raggiungerla. Dico riusciranno perché, ovviamente, il 31 ottobre io scado e non ho nessuna intenzione di fare l’ex. Mi dedicherò ad altro”.
Propositi per il mandato: “Proiezione in Europa, semplificazione amministrativa, facilitazioni per gli studenti, migliorare subito le aule e la didattica – spiega il nuovo Rettore dell’università – Cose importanti per offrire un servizio agli studenti all’altezza dei tempi e di una grande università europea”. Gaudio ha dichiarato di sentirsi “onorato del voto degli studenti, perché il loro è sempre il giudizio più vero. Anche il consenso dei colleghi e stato significativo”. Ed ha assicurato: “Cercherò di corrispondere in tutti i modi alle loro aspettative”. Diplomato al Conservatorio, a chi gli ha chiesto quale canzone assocerebbe a questo momento importante, Gaudio ha replicato: “Il mio pezzo preferito è la polacca eroica in la bemolle maggiore di Chopin”.
