Caro Sindaco, come vedi per una volta non ti chiamo Jerry Lewis. Dove sei? Ti stiamo cercando da ore, ma a palazzo Senatorio non ti troviamo. Che fine hai fatto? Ci chiediamo: perché ti fai ingabbiare da questo partito che non ti è mai piaciuto? Dimostra coraggio: dimettiti; metti fine a questa tua esperienza tragicomica: la città, gli imprenditori, i commercianti, gli albergatori, i tassisti, i vigili, i dipendenti comunali, il Pd, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione non ne possono più. E sono certo che in fondo anche tu non ne puoi più.
Hai visto quanto è difficile governare, quanto sia complesso trovare i soldi e le soluzioni? Non bastano le conferenze stampa sui risparmi dell’acqua minerale o dell’aria condizionata, soprattutto quando l’opposizione e i giornali ti fanno poi approfondite radiografie sulla cinquantina di consulenze esterne fatte leggendo attentamente i curricula, come nel caso di capisegreteria non laureati, che costano ai romani quasi 5 milioni di euro. Che irresponsabilità da parte dell’opposizione e dei cittadini, che proprio non vogliono pagare tutte le tasse che hai messo, ma chiedono soluzioni concrete ai problemi.
Lascia stare, archivia questa tua parentesi da primo cittadino: è certamente più dignitoso che farti commissariare politicamente da Bettini e dai tuoi compagni di partito che crediamo non ti stimino, esattamente come crediamo tu non stimi loro. E proprio Bettini, poi, con quale faccia scrive? Non ti avverte di quanto sia complicato fare il Sindaco, e poi vuole darti ordini. Come si è permesso? I voti, come hai detto, li hai presi tu! Ora ti difende solo perché glielo hanno detto chiaramente: “Hai detto che Marino lo controllavi tu! Se non risolvi il problema vattene e non tornare!”.
Se cedi adesso il tuo consenso cadrà per i prossimi anni. Se però non cedi, di questa città resteranno solo le rovine. Per favore, dunque, ti chiedo: libera i romani e te stesso da questa esperienza surreale. Dimettiti. Tra qualche giorno mi ringrazierai. Anzi: sono sicuro sarai contento di averlo fatto.
Giovanni Quarzo, consigliere Forza Italia
