“In pochi giorni la giunta Marino ha assestato due pesanti colpi ai municipi, mettendo a dura prova il dialogo istituzionale avviato e lo spirito di squadra che si è provato a costruire”. Così Andrea Catarci, presidente del municipio Roma VIII, ha commentato la pubblicazione dei dati sul bilancio preventivo 2013 approvato in giunta. “Il Municipio Roma VIII ha due milioni di euro in meno sullo scorso anno, passando da circa 11.865.000 euro a circa 9.847.000 euro – continua Catarci – Eppure nel documento finanziario capitolino aumentano i fondi per le manutenzioni e i servizi sociali, restando però ostaggio del consueto istinto centralistico. Per il fatto di chiedere l’emergenza infinita durata 11 mesi, per aver mantenuto in piedi i servizi sociali minimi, per aver evitato di aumentare le imposte comunali è un bilancio che va comunque approvato, ma farlo senza mal di stomaco sarà impossibile”.
“Ancor più gratuito – aggiunge – è il secondo sgarbo, quello sulle nomine dirigenziali, dopo tanta retorica con cui si è abilmente confusa la sostanza enfatizzando l’aggiunta di una direzione di Area, che prima non c’era, in ogni municipio ci sarà un dirigente in meno e un aggravio di lavoro per i direttori, con l’eccezione dei municipi accorpati. Nel frattempo, come al solito, i più preparati sono stati prelevati ed affidati ad incarichi centrali, sia dirigenti e funzionari che dipendenti inquadrati agli altri livelli. Dopo questi due brutti segnali si deve subito cambiare strada in modo radicale. Nel bilancio preventivo 2014, annunciato per dicembre, ci deve essere una svolta reale nell’allocazione delle risorse per assicurare il potenziamento dei municipi, a favore del ripristino di quei piani investimenti azzerati da anni con cui gli enti municipali programmano e realizzano nuove opere e manutenzioni importanti”
“Allo stesso modo, da gennaio all’interno del processo di costruzione della Città Metropolitana – conclude Catarci – si deve rivedere sostanzialmente la Macro Struttura Capitolina nell’ottica di irrobustire i municipi e non di paralizzarli. Se così non sarà Marino e la sua giunta dovranno far rinascere Roma senza l’apporto dei municipi”.
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