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Cartelle Equitalia in comode rate. Mazzette per l’ex direttore

Bastava pagare per assicurarsi la rateizzazione o la cancellazione delle cartelle esattoriali. Ai domiciliari l’ex direttore generale di Equitalia Sud, ma la lista degli indagati è di 14 nomi: per tutti l’accusa è corruzione

Mazzette per rateizzare il debito con il fisco: i finanzieri hanno arrestato un ex funzionario di Equitalia, con l’accusa di corruzione, truffa aggravata e fatture false. Non  Con l’ex direttore di Equitalia Sud, Roberto Da massa, 64 anni, è finito ai domiciliari Alberto Marozzi, di 47, consulente dell’ente, ma sono complessivamente quattordici gli indagati.
La tecnica era semplice: dietro pagamento i due arrestati riuscivano a far accogliere  da Equitalia istanze irregolari di rateizzazione di debiti fiscali, presentate da alcuni contribuenti. Tutto è nato dalla denuncia di un imprenditore che ha confermato il versamento di 3.500 euro in contanti a Marazzi in un’area di servizio autostradale.
La rateizzazione, negli ultimi tempi è stata facilitata perché le crisi a ridotto parecchi imprenditori sull’orlo del baratro ma, in passato, per ottenerla bisognava presentare una montagna di carte e offrire garanzie patrimoniali piuttosto solide. Il metodo escogitato dai due invece prevedeva un tariffario che andava da poche migliaia di euro fino a richiesta da 40mila euro.
Vittima dell’imbroglio anche l’imprenditore Tommaso Di Lemia, coinvolto nell’inchiesta su “Enav-Finmeccanica”, l’amministratore delegato della “Print Sistem”, l’impresa a cui la “Selex Sistemi Integrati” subappaltava i lavori affidati dall’Enav.
Non basta: i finanzieri hanno scoperto anche una truffa all’Inps: contributi mai pagati  risultavano regolarmente versati dalle aziende. A casa di Alberto Marozzi sono stati sequestrati numerosi modelli F24 intestati a una società inesistente su cui risultavano pagati i contributi previdenziali mai versati dalle aziende competenti.