Il caso del gioielliere, come era ampiamente prevedibile, valica le pagine della cronaca e si trasforma in un caso politico e sociologico. Il suo profilo social, dopo la condanna definitiva e l’ingresso nel carcere di Bollate, è letteralmente esploso: 379mila follower, quasi il doppio di diversi leader di partito.
Mario Roggero è l’uomo (e il topic) del momento

Il gioielliere, condannato definitivamente a scontare una condanna di 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga dalla sua gioielleria il 28 aprile del 2021, dopo la sentenza della cassazione è diventato un caso nazionale. Il suo profilo, una vera e propria icona social, ha superato l’argine dei 300 mila follower, fra Instagram e TikTok, alla stregua di un buon influencer. Il caso, già da tempo uno dei fenomeni mediatici dell’anno, complice anche i dibattiti televisivi a qualunque ora del giorno, è esploso definitivamente con la pubblicazione del video registrato prima di entrare nel carcere di Bollate. Immagini che hanno percorso a velocità supersonica l’autostrada del web e dei social.
I numeri di un fenomeno mediatico e la mobilitazione
I numeri non mentono: secondo i dati di Arcadia, nelle prime 24 ore il filmato di Roggero ha raccolto 17 milioni di visualizzazioni, 1.1 milioni i like, 60mila commenti con una percentuale bulgara a favore del gioielliere, sostenuto dal 94% di chi ha postato sull’accaduto. Numeri in crescita anche perché l’account è gestito dalla famiglia Roggero che aggiorna costantemente sulle condizioni del gioielliere. Non solo sostegno, ma anche mobilitazione: su change.org sono rintracciabili diverse petizioni per la grazia. Ed è stata avviata anche una raccolta fondi denominata “IostoconMarioRoggero” destinata ad aiutare la famiglia a pagare il risarcimento stabilito dal tribunale a favore dei familiari di chi ha perso la vita in seguito a questa vicenda.
Lo scenario possibile: nessuna grazia, ma domiciliari

Resta da capire se il montare del caso a livello di opinione pubblica possa fare leva sull’aspetto giudiziario concluso, di fatto, con la condanna in Cassazione: Roggero dovrà scontare la condanna. Nella migliore delle ipotesi, allo status quo, potrebbe ottenere i domiciliari. Nel frattempo la politica si è scatenata in un dibattito che rischia di generare inciampi istituzionali e riaprire l’annosa questione sulla cosiddetta “giustizia giusta”. La Premier Meloni ha definito “sproporzionata” la pena in relazione al contesto della vicenda. Quanto basta per aprire un caso molto delicato: lo Stato di Diritto contro l’opinione pubblica, evidentemente sempre più convinta che Mario Roggero abbia pagato un prezzo troppo alto.

