Signor Sindaco,
la Dirigenza di questa Associazione mi ha dato mandato di scriverLe questa lettera; se quanto sto per chiedere non andrà a buon fine, ci vedremo costretti a chiudere per sempre un rapporto, devo dire mai iniziato. Dico questo perché l’associazione più rappresentativa della Polizia Locale, con migliaia di iscritti che, proprio quest’anno, più esattamente il 13 ottobre p.v., compirà 40 anni di vita, non è stata mai da nessun sindaco ignorata come sta facendo Lei, sono passati più di cento giorni dalla Sua elezione, Le abbiamo scritto 5 lettere con richiesta di incontro per conoscere e poter informare la categoria, tramite la nostra rivista, nonché manifesti e volantini, di quello che intende fare per migliorare la vita lavorativa degli appartenenti al Corpo, proiettata a dare servizi veri e qualificati alla cittadinanza. Non abbiamo mai ricevuto risposta.
Chi Le scrive ha compiuto 42 anni di servizio, Le assicuro che mai si è vissuto un periodo così di sbandamento totale, di incertezze, di preoccupazioni, di disistima verso chi ci dovrebbe dare certezze, valore e armonia. Le faccio solo alcuni esempi: le tante dicerie o verità sulla nomina del nuovo Comandante Generale, in seno al Corpo. Nelle qualifiche apicali abbiamo dirigenti superprofessionali, capaci, con tutte le qualità per dirigere un Corpo e che ci invidiano anche altri Corpi di Polizia; apprendiamo dalla stampa, invece, di probabili Comandanti provenienti dall’esterno che, oltre a non conoscere la difficile realtà della città di Roma, comandano Corpi con poche decine o centinaia di appartenenti. Allora, ci chiediamo tutti, non si fida dell’attuale dirigenza? Lo dica chiaramente, ci informi del perché, quali sono i motivi. Sindaco, i nostri Dirigenti, per il personale che hanno, per i mezzi, strumenti e tecnologie che le Amministrazioni passate non hanno mai garantito, a volte FANNO MIRACOLI, PERCHÉ DISCONOSCERE TUTTO CIÒ?

Passiamo a quello che si dice nel Corpo, che sta creando il panico e ci fa lavorare poco e male. C’è chi afferma che dal Campidoglio qualcuno abbia fatto trapelare la notizia che è suo intendimento rivedere la settimana corta per applicare i turni in quinta, così come avviene nella Polizia di Stato, qualcuno si è chiesto cosa succederebbe nella P.L.?
Gira voce anche che sia suo intendimento mettere in strada tutto il personale armato, sostituendo coloro che sono in possesso dell’arma di ordinanza che espletano servizi interni con quelli non armati, a questi ultimi verrebbe cambiata la qualifica e l’appartenenza, divenendo personale amministrativo. Così avremo chi si è negli anni qualificato per le procedure e le pratiche interne che non sarà certo all’altezza di operazioni esterne sempre più difficili e complicate e viceversa per gli esterni, insomma abbiamo la sensazione che si voglia paralizzare il Corpo.
Vogliamo parlare della forte carenza di personale? Mancano all’appello quasi 3000 (tremila) unità, tutti sappiamo che nell’ultimo concorso è successo qualcosa, nessuno ci ha mai informati cosa, quelle poche notizie le apprendiamo dalla stampa, però il concorso è bloccato. Sempre dal Colle girano voci che verrà annullato, ci sono circa 3000 giovani che hanno superato le prove, in fibrillazione, che hanno tutta la nostra comprensione, noi abbiamo ricevuto molti di loro e con loro abbiamo formato il Comitato di Lotta ARVU, se non andiamo errati la Magistratura sta indagando e siamo certi e favorevoli che se c’è stata qualche irregolarità chi l’ha compiuta pagherà. Ma vogliamo dire qualcosa a questi aspiranti poliziotti locali? Perché non iniziare ad assumerli?
Sindaco, ci convochi, incontriamoci noi, da artigiani di questa professione. Le abbiamo anche preparato un elaborato di riforma della P.L. di Roma; con poco Lei riuscirà a fare TANTO, in caso contrario ci vedremo costretti a parlarci tramite stampa e a farci vedere e sentire tramite una serie di manifestazioni di protesta eclatanti. Il personale della P.L. attende notizie.
In attesa di un Suo invito, Le invio cordiali saluti.
Mauro Cordova, presidente Arvu
