Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva

Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva

Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva
scontri roma casa 5
Attivisti da tutta Europa a Roma per una tre giorni di incontri per decidere le prossime mosse: in programma un grande “sciopero sociale” e la promessa di una calda stagione di lotta. Le assemblea alla Sapienze e nei principali centri occupati
Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva
Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva
Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva
Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva
Centri sociali, guerra d’autunno. I movimenti preparano l’offensiva

Lo hanno chiamato “Strike-meeting”: una tre giorni in cui a Roma convergeranno centinaia di precari, studenti, attivisti dei sindacati conflittuali, dei centri sociali, dei comitati in difesa dei territori e dei beni comuni, provenienti da tutta Italia: tutti riuniti per discutere le mobilitazioni del prossimo autunno. A dare manforte agli attivisti italiani anche i “colleghi” tedeschi, francesi, greci, spagnoli, portoghesi: tutti insieme per dare una risposta a quello che chiamano l’offensiva neoliberale.

Nei proclama che circola sul web a finire sotto accusa sono il nuovo decreto legge “Poletti” sul lavoro e il Jobs Act che arricchiscono i provvedimenti sulla scuola annunciato dal Governo e le privatizzazioni delle public utilities e i servizi urbani. Alle politiche ‘renziane” gli attivisti sono pronti a rispondere con una serie di scioperi e di azioni per “bloccare la produzione, la circolazione e la distribuzione delle merci”.
Per far fronte comune le varie anime dei movimenti si ritroveranno tra tavole rotonde, workshop e assemblee plenarie, che si svolgeranno tra l’università Sapienza e i principali centri di aggregazione della “cosa rossa”:  Officine Zero, Communia, Acrobax. Se chiaro è l’obiettivo più difficile sarà far interagire tutte le anime di un movimento che proprio per la sua ragion d’essere è multiforme e disomogene.

“Costruire un’opposizione sociale, ampia e articolata, capace di resistere alla devastazione del ‘modello sociale europeo’. Una devastazione sistematica, quest’ultima, fatta di un attacco senza precedenti al salario, disoccupazione di massa, privatizzazioni del welfare (formazione, sanità, previdenza) e dei settori strategici, recinzione dei beni comuni”. Così si legge nella “Call”, una vera e propria chiamata alle armi in vista di una stagione che si preannuncia caldissima: sarà uno sciopero sociale, generale e generalizzato, manca solo la data. 

IL CALENDARIO.
Il 12 settembre, dalle ore 15 all’Università La Sapienza l’apertura con l’intervento delle reti europee provenienti da Germania, Francia, Portogallo, Spagna e Grecia. Dalle ore 19, l’aperitivo con cena sociale e presentazione delle giornate successive a Communia. 
Sabato 13 settembre alle Officine Zero e Strike S.P.A. i workshop su “Formazione, ricerca, insegnamento”,  “Aziende in crisi: cassintegrati e lavoratori in esubero”, “Neet, free jobs, disoccupazione giovanile e precarietà”,  “Il lavoro a tempo di Expo”, “Privatizzazioni e settori strategici”, “Beni comuni, welfare e finanziarizzazioni”, “Libertà sindacale e nuove forme di rappresentanza”. Dopo la pausa pranzo si torna a parlare di costruzione di una piattaforma comune sui temi base: “StopJobsAct, reddito garantito, ammortizzatori sociali, libertà sindacale, salario minimo europeo, minimi salariali, beni comuni. Il momoento clou la plenaria della sera in cui si prenderanno in cosiderazione le forme di sciopero da attuare. “Sciopero Generale-Sciopero Precario – Sciopero Meticcio e Metropolitano – Sciopero in Rete “.
Domenica l’assemblea finale negli spazi di Acrobax con la proclamazione dello sciopero, alla fine, i rivoluzionari siederanno tutti a pranzo.