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Chi è Iannilli, leader dei truffati, ora in politica

Nominato dalla Procura di Roma Presidente di quattordici delle cooperative coinvolte nello scandalo Coop Casa Lazio, Armando Iannilli è conosciuto per aver sostenuto lungo l’ultimo decennio la causa delle vittime di una delle più grandi truffe immobiliari mai orchestrate. Esperto dei problemi legati alla casa, è stato candidato nella lista del Centro Democratico nell’ultima tornata elettorale per le Regionali del Lazio. E ora ci riprova con la lista civica di Ignazio Marino per conquistare uno dei 48 scranni disponibili nell’aula Giulio Cesare.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica?
“Dopo una lunga esperienza di rapporti costanti con le istituzioni territoriali ho deciso di candidarmi per poter seguire dall’interno il drammatico problema dell’emergenza casa, portando nelle aule delle istituzioni locali le istanze dei cittadini comuni che combattono ogni giorno con questo dramma”.
Dopo nove anni di battaglia, a che punto è la situazione dei truffati di Coop Casa Lazio?
“Ad oggi sono stati consegnati cinquecento alloggi nella zona di Muratella, altri centocinquanta tra Monte Stallonara e Ponte Galeria. In attesa rimangono altre trecentocinquanata famiglie”.
Qual è stato il suo ruolo in questa vicenda?
“Quello del mediatore tra i soci e le istituzioni e soprattutto di riorganizzatore delle cooperative”.
Com’è cambiata la struttura delle cooperative?
“La grande novità è stata l’introduzione all’interno dei Cda dei soci stessi, che oggi rappresentano una quota del 99%. Il socio è diventato protagonista delle scelte e delle decisioni che vengono prese. Per esperienza posso dire che in tutti quei casi in cui avvengono truffe i soci non sono presenti nei Cda. In sostanza è il socio che dirige se stesso. Io metto a disposizione la mia esperienza e la mia onestà per guidarli”.
Qual è stata la vittoria più bella?
“Essere riusciti a far approvare dalla Regione Lazio una sorta di legge popolare che consentisse di conferire alla vicenda Coop Casa Lazio lo status di emergenza sociale e poter sostenere con contributi regionali straordinari le famiglie in difficoltà”.
E le difficoltà maggiori incontrate?
“Quelle con l’allora Banco di Roma: l’istituto si rifiutò di riconoscere lo stato di difficoltà delle famiglie truffate che furono costrette ad aprire un secondo mutuo per pagare gli interessi dei mutui che non riuscivano a pagare”.