Che Paese è il nostro? Chi sbaglia non solo è punito, ma spesso, addirittura, viene premiato. I casi di ministri non eletti al Parlamento o negli enti locali sono innumerevoli e, per carità di patria, non vale la pena di citarli. Il punto è che ancora una volta ci risiamo: Polverini e Formigoni, dopo aver fallito nel loro operato di governatori, sono stati inseriti dal Pdl nei posti “sicuri” alla Camera e al Senato senza consentire ai cittadini di esprimere un qualsiasi giudizio con il voto.
La Polverini, addirittura, dopo tutto quello che è successo durante la sua gestione, pur se dimissionaria continua a esercitare le sue funzioni di presidente con nomine clientelari a futura memoria ignorando, con proverbiale protervia, la disastrosa relazione sull’assunzione del personale della Ragioneria dello Stato e i continui rilievi della Corte dei Conti. Ecco dove nasce l’antipolitica. Ecco dove la rabbia tra i cittadini si scatena, con il magro risultato, peraltro, di rendere il Paese ingovernabile con tantissime disastrose conseguenze per la nostra economia.
Siamo di fronte, quindi, a una impunita responsabilità non solo locale, ma nazionale. In Messico, nel corso della Rivoluzione del 1910, alla esortazione di Emiliano Zapata, “Uomini del Sud! E’ meglio morire in piedi, piuttosto che vivere in ginocchio”, si rispondeva in coro: “Viva Zapata!”. Da noi oggi, dopo il fallimento del passato decennio della rivoluzione liberale del Cavaliere, alcuni ancora gridano: “Viva Berlusconi!”. Forse preferiscono vivere in ginocchio…
Potito Salatto, eurodeputato Fli-Ppe
